Guilmi around the world

Felicissimi di avere ancora l’opportunità di raccontare di Guilmi. Dopo inviti in ordine sparso di cui si diceva al post precedente, il 6 ottobre saremo a Le Murate di Firenze, uno progetto variegato che ruota intorno l’arte contemporanea, con uno spazio invidiabile per residenze teatrali e di arte visiva, con bar, libreria, ristorantino, spazio riviste e spazio mostre, due piazze pedonali etc etc… una piccola Guilmi, insomma. Guilmi si deve solo attrazzare per la libreria, ma se volete potete venire e prendere i libri a casa GAP o nella neonata biblioteca… se riuscite a cavarne le gambe dal catalogo!

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BTW, qui il comunicato de Le Murate, ci farebbe molto piacere vedervi lì!

murateIl 6 ottobre alle ore 17.30, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea presenta GuilmiArtProject (GAP),
un progetto di residenza e mediazione informale all’arte contemporanea raccontato direttamente dai suoi ideatori e da alcuni protagonisti.

“GAP nasce nel 2009 come una festa tra una ventina di amici e con l’invito a un artista-ospite a immergersi nella realtà di Guilmi, un paesino dell’Abruzzo di circa 300 anime che neanche noi conoscevamo bene, raccontano i curatori. Alla prima mostra, la piccola galleria era piena di gente, poi i progetti abbiamo iniziato a presentarli ovunque, nell’ultima edizione, persino in modalità itinerante.
Con noi la gente era dappertutto! Questo forse è il senso di GAP: il rapporto tra l’artista e la gente; la gente che aiuta con le proprie competenze, che t’invita a pranzo, che dona provviste, la gente che incontra la gente. E l’artista che ritrova il senso del lavoro”. L’appuntamento presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, attraverso la condivisione dell’esperienza di GuilmiArtProject col pubblico, propone un ripensamento del ruolo delle residenze come riappropriazione del senso del lavoro, quale condivisione e rigenerazione sociale. L’incontro introdotto e mediato da Valetina Gensini, direttore artistico di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea introdurrà Federico Bacci e Lucia Giardino, fondatori e curatori del progetto, il critico e curatore Pietro Gaglianò, dal 2013 all’interno dell’ossatura di GAP con la Nuova Didattica Popolare e gli artisti, Elena Mazzi e Nicola Toffolini, rispettivamente ospiti nelle edizioni 2015 e 2011, che avranno modo di confrontarsi sul loro operato a Guilmi e sull’evoluzione del progetto negli anni. Nicola Toffolini, attualmente in residenza a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, dove il 12 novembre pv, dedicherà un artist talk al suo lavoro in residenza rappresentando l’incontro ideale tra realtà che, in geografie diverse, puntano a delineare nuove modalità produttive ed esperienziali del mondo dell’arte.

Federico Bacci è stato regista e sceneggiatore cinematografico e autore radiofonico. Ha diretto con Nicola Guarneri e a Stefano Leone Elio Petri. Appunti su un autore (Premio Pasinetti 2005, Festival del Cinema di Venezia) distribuito da Feltrinelli Real Cinema e acquisito da Rai. Dal 2009 cura e dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e curatore. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

Lucia Giardino insegna in istituzioni accademiche internazionali. Assegna un ruolo fondamentale all’arte come strumento di mediazione e conoscenza. E’ stata Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, dove ha diretto F_AIR –Florence Artist in Residence (2011 – 2014). Dal 2009 cura e dirige GuilmiArtProject insieme a Federico Bacci.

Elena Mazzi (1984; vive e lavora a Venezia). Si forma a Siena, presso lo IUAV di Venezia e alla Royal Academy of Art di Stoccolma. Nel 2011 è San Francisco per un progetto in collaborazione con i Future Farmers (borsa Movin’up). Altre residenze da lei condotte: Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, e Viafarini, Milano. Mostre principali: Collective memory and social space, galleria Botkyrka Konsthall, Stoccolma, Letters from the sky, video art festival COP17, Durban (Africa), COMMON GROUND, projects for the Lagoon, Palazzetto Tito, Venezia (Fondazione Bevilaqua LaMasa), TRA/ARADA/IN BETWEEN, Istanbul,Mirror Project # 6, Elena Mazzi | mass age, message, mass age, Barriera Arte, Torino; EGE-European Glass Experience, mostra itinerante nei migliori musei del vetro d’Europa; partecipa alla 14° Biennale d’Architettura di Venezia e alla prima Biennale di Fittja, Stoccolma (2014). E’ una dei 5 artisti italiani presenti alla 14° Biennale di Istanbul curata Carolyn Christov-Bakargiev attualmente in corso.

Nicola Toffolini (1975. Vive e lavora a Firenze e in provincia di Udine). La sua ricerca abbraccia discipline diverse e mette in relazione disegno, design, architettura, tecnica e scienze naturali. Realizza disegni, sculture, installazioni e interventi ambientali integrando materiali artificiali e tecnologia con elementi di origine naturale, condizionandone gli equilibri. Parallelamente dal 2001 con Eva Geatti conduce Cosmesi, progetto performativo e teatrale. Mostre personali e collettive successive al 2011: Premio Fondazione VAF VI (Palazzo della Penna, Perugia; Stadtgalerie, Kiel, Germania; Schauwerk Sindelfingen, Sindelfingen, Germania); ARTSIDERS, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia; Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a Kentridge, Musei Comunali, Rimini; Drawing Now Paris 8 – le salon du dessin contemporain, Le Carreau Du Temple, Parigi, Francia; 1:1, D406, Modena; Nootka, Squadro, Bologna. L’ultima produzione teatrale di Cosmesi DI NATURA VIOLENTA, Col fervore del sale, è stata presentata ad ATELIERSI, Bologna, realizzata nell’ambito della residenza a CENTRALE FIES, Dro (giugno 2015). Dal 2014 Nicola Toffolini è in residenza presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze.

Martedì 6 ottobre ore 18.80 Piazza delle Murate, 

logo_muratepac1Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Per info Tel: +39 055 2476873
Mail: info.pac@muse.comune.fi.it
Ingresso libero

Oltre l’immaginabile

Simona di Giovanni è stata con Matteo Coluccia e Daniela Pitrè una delle nostre gappiste acquisite nel 2015 grazie all’incredibile lavoro di Pietro Gaglianò all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il suo report è talmente intenso che merita di essere pubblicato sotto oltre che sotto gli effetti collaterali del 2015. Buona lettura!

TEMPODENSO| panoramica descrittiva guilmese 

Riprendendo le redini della mia esperienza guilmese, la prima immagine che la mia mente elabora e mi restituisce è una visione panoramica del paese, partendo dall’ingresso, a rallentatore, dai giardini, alla piazzetta. Risalgo il paese con gli occhi rivolti verso l’interno, lentamente, passando per via S. Rocco, la scuola/casa vacanze, via Roma, il bar di Bruna, il Forno, la Piazza. Proseguendo su via Italia, rivedo tutto, senza corpo, solo con lo sguardo e continuando ecco la casa di Lucia e Federico e poi giù, prendendo velocità, dritto per dritto ci si scontra con il paesaggio. Ripercorro il paese attraverso tutti i percorsi possibili, via Circonvallazione, i contorni di Guilmi, i suoi margini estremi, un girotondo tra le case e le vite delle persone, la biblioteca comunale, il bar di Pino, di nuovo verso l’ingresso, la sala polivalente, la torre dell’acqua, di nuovo, giro e rigiro, entro dentro… Cerco la pace, trovo la pace.

Il paesaggio visibile al di là dei confini guilmesi a confronto con la misura di una persona è assai sconcertante, sarà che sono abituata ai paesaggi marittimi, quelli che guardi e alla fine restano fissi, immutabili, una distesa di blu e basta, l’orizzonte… In montagna è diverso, la valle con cui ti confronti divide perfettamente la terra dal cielo, la profondità è evidente, l’altezza, tutto ciò che il mare nasconde la montagna lo rivela:  le case, le strade, i campi infiniti, i colori, tantissimi, che vanno a definire altre realtà, altre vite, altre cose che non conosci, ma che puoi provare ad immaginare. Ogni cosa genera differenza, specie in notturna, quando arrivano le stelle e puoi confonderle con le luci delle case, con la luce che ogni persona genera per il semplice fatto di esistere.

La sensazione più evidente che posso avere di fronte a questa visione è di un universo che sembra fatto apposta per questo, per noi persone, soggetti sensibili e che qui rifuggono dall’inconcepibile asfissia della città, vivendo una quotidianità densa e intensa, più che altro reale, concreta, umana, dove ognuno è padrone del suo tempo.

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Tra questi incastri di tempo e spazio che Guilmi offre, si insinuano nuovi e vecchi gappisti, come ogni anno da otto anni, tra luglio e agosto si svolge GuilmiArtProject.

Il paesaggio oltre ad un’infinità di dati sensibili, porta con sé anche le persone, i miei nuovi, cari amici guilmesi, persone reali, concrete, un circuito aperto di storie umane, di presente che si consuma e si spende e di cui tutti, nessuno escluso, entra a farne parte. Qui il gruppo di GAP non solo è accettato, ma è completamente inglobato e legato a questa realtà.

Una delle prime persone che ho conosciuto è stato il piccolo Matteo (5 anni), che abita proprio di fronte alla casa di Lucia e Federico, ogni giorno impegnatissimo nella sua grande impresa di ristrutturazione e riqualifica di via Italia, qui fra le due case, dove alcune mattonelle si sono staccate, via via con il tempo, e ad oggi risultano semplicemente appoggiate fra le altre. Le intenzioni di Matteo sono serissime: bisogna scavare, fare il cemento e ricollocarle come si deve. Teresa, la mamma di Lucia, mi ha spiegato che quando nasce un bambino a Guilmi, il prete fa suonare le campane a festa, essendo un evento a volte raro. Oggi i bambini del paese sono circa venti.

Noi ci alterniamo e saltiamo come funamboli tra le vite di tutti passando dai piccoli ai grandi e ai più grandi ancora.

Funamboli, laprimavoltadidanielasuigonfiabiliun paragone non del tutto casuale, qualcuno lo sa bene, considerando che ad un certo punto è arrivata Daniela Pitrè con la sua slackline, per tutti semplicemente la corda, installata in vari punti del paese, che ha dato il via ad una vera e propria apertura, un varco, una possibilità concreta per interagire e creare legami con le persone del paese. La corda è stata il prolungamento del corpo di Daniela che con lei si spostava un po’ ovunque. Ambitissima, tra i più, conquistava i piccoli di giorno e i giovani guilmesi di notte.

A proposito di giovani guilmesi – i giovani a Guilmi sono difficilmente reperibili in giornata, per via dell’intensa vita notturna che svolgono tra il Bar di Bruna, gestito alla sera da Paolo (il figlio di Bruna) e i giardinetti del paese. Al bar ci si alterna tra tornei di biliardino e partite a carte come se non ci fosse un domani e la Peroni è distribuita direttamente a secchiate. Così, anche noi ci siamo allineati su questa frequenza e uno degli appuntamenti fissi del soggiorno guilmese è diventato proprio quello con i ragazzi, passando tutta la notte tra il bar e i giardini, tra il biliardino, la corda e sessioni ossessive di disegno collettivo.

Nel frattempo, ogni giorno c’era qualcosa di nuovo e di interessante da fare, con Eleonora Racciatti abbiamo lavorato alla grafica per la mostra delle Città Visibili, una mostra tra Guilmi e Carpineto Sinello. Per cinque giorni si svolto il laboratorio di Andrea Melò, con l’assistenza di Francesco e Valentina, dove sia i gappisti che i guilmesi sono stati iniziati all’interessantissima quanto spettacolare pratica della fusione dell’alluminio. Nel frattempo, c’è stata la presentazione del lavoro di Matteo Coluccia durante il primo incontro della Nuova Didattica Popolare 2015 di Pietro Gaglianò.

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Il giorno dopo e per qualche altro ancora, abbiamo fatto gruppo e abbiamo invaso il laboratorio di serigrafia di Luca Bruno a Rocca e così sono arrivate anche le magliette della Nuova Didattica Popolare e dell’artista in residenza, Elena Mazzi. A Rocca, abbiamo conosciuto la nonna di Luca che ci ha regalato i pomodori più buoni che avessimo mai mangiato. In realtà, i guilmesi ci hanno letteralmente viziato con i doni alimentari, dal pane alle verdure, per non parlare delle incredibili torte di Teresa e di quella che la madre di Eleonora ha preparato per noi.

Dal secondo incontro della didattica io, Daniela ed Eleonora ci siamo occupate della vendita delle magliette e del tesseramento, introdotto proprio quest’anno per raccogliere fondi a sostegno di GAP che è e resta un progetto che non prevede finanziamenti, sostenuto dal basso, un’associazione che ha bisogno di evolversi, incamerare altre persone. GAP è una cosa di tutti che sta all’interno di Guilmi, dietro c’è un grande sforzo ed è necessario che le persone lo comprendano.

Daniela e Simona indispensabili con il tesseramento 2015 a GuilmiArtProject, durante l'inaugurazione di Avanzi di Elena Mazzi

Intanto il flusso continua, tutti noi ne facciamo parte, e cresce il desiderio di restare, qui, a Guilmi, dove tutti diventano produttori e consumatori, tutti partecipano attivamente alla creazione e formazione di un’ arte capace di accogliere e agglomerare le persone per rispondere alla sua nobile funzione pubblica, politica e sociale, uno dei temi più ribaditi da Pietro durante la Nuova Didattica Popolare.

Il giorno dopo la festa continua e arriva l’attesissima presentazione del lavoro di Elena Mazzi, che fluisce letteralmente attraverso il paese con le sue bellissime storie interpretate da Plinio e si conclude in bellezza tra canti e balli al bar di Pino. In serata, gappisti, guilmesi e ospiti vari si riuniscono come ogni anno per la festa conclusiva della residenza alla Fonte del Paradiso. Arriva anche la festa della Ventricina del 14 agosto, per i guilmesi l’evento più importante dell’anno, noi siamo così pieni di energia che quasi dimentichiamo che l’indomani si parte.

Ci aspetta un’ultima notte a Guilmi con i ragazzi, ancora tra il bar di Bruna e i giardinetti, ci intratteniamo con qualsiasi cosa nella speranza che il tempo si fermi, ma il mattino non ci risparmia nemmeno il 15 di agosto e arriva, purtroppo, il momento dei saluti. È difficile dire ciao, ci vediamo presto, ci rivedremo ancora, non so se ci rivedremo. Nei luoghi in cui saremo domani non ci saranno le bellissime persone che abbiamo conosciuto a Guilmi.

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Torniamo in casa vacanze così, tra questo vuoto che si è generato, io dormo qualche ora e poi parto. In macchina, verso Vasto, quando ormai siamo lontani dal paese, si imbocca un’uscita sbagliata e ci ritroviamo in risalita verso Guilmi, risalendo e andando via allo stesso tempo, capisco che resterò profondamente legata a questi luoghi e alle persone che ho conosciuto e spero intensamente che sia stato importante per tutti, come per noi.

Crediti fotografici: Simona di Giovanni, Daniela Pitrè, Andras Calamandrei

GuilmiArtProject 2015

Siamo lieti d’invitarvi agli eventi di fine residenza 2015 ______________

25 luglio – 13 agosto 2015 – GUILMI

Un artista in residenza, tre incontri di Nuova Didattica Popolare, due progetti artistici sperimentali, workshop e autoproduzioni, sono solo alcuni dei contenuti di GuilmiArtProject 2015. Tra le novità del programma di residenza d’artista e di formazione all’arte contemporanea, che da otto anni prende forma nell’Alto Vastese, il coinvolgimento diretto di giovani guilmesi chiamati a rimodulare le proposte artistiche nel segno di un radicamento trasversale nel territorio, coltivando collaborazioni proficue tra locali ed ospiti.

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L’artista che risiederà nella casa in via Italia 30 di Guilmi per circa un mese, tra luglio e agosto, è Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) emiliana d’origine, ma di base a Venezia, da dove lavora a progetti singoli o in collaborazione con collettivi e altri artisti, che vedono la luce in laguna o nell’altro capo del mondo. Elena Mazzi rappresenta per GuilmiArtProject una scelta pienamente in linea con la poetica del progetto, ma proiettata in un rilancio verso nuove prospettive. Il suo approccio si traduce in un interesse prismatico verso le realtà umane, geografiche, sociali e culturali con le quali entra in contatto, mettendo in atto un metodo in cui le interrogazioni volte alla comprensione degli strati oltre superficie e l’inclusione delle diversità diventano parte integrante dell’opera. Bandita l’autoreferenzialità formale e autoriale come condizione essenziale, nei suoi progetti Elena Mazzi ingloba una coralità fatta di professionisti provenienti dai campi più disparati e punti di vista che risultano determinanti proprio perché eccentrici.

I giorni precedenti alla presentazione del progetto finale di Elena Mazzi vedranno il paese movimentarsi con workshop esperienziali tenuti da artisti e professionisti quali Luca Bruno (Rocca Spinalveti 1988) Andras Calamandrei (Zofingen, CH, 1975) e Andrea Melò (Bologna 1968), coordinati da Alessandro Carboni, Valentina Cencetti, Paride Di Nardo, Francesco Eppesteingher ed Eleonora Racciatti e dedicati alle generazioni più giovani di guilmesi; con due progetti artistici sostenibili e sperimentali di Daniela Pitrè (Cagliari, 1984) e Matteo Coluccia (Neviano, 1992); e con le seguitissime serate della Nuova Didattica Popolare del critico Pietro Gaglianò. A Michele Lancuba aka Santo Johnny andrà come di consueto, il compito di chiudere in musica l’edizione 2015 di GuilmiArtProject. La residenza d’artista è curata da Federico Bacci e Lucia Giardino.

Patrocinio: Comune di Guilmi Sponsor: Fratelli Edison, Firenze Azienda Agricola Antiche Grotte, Guilmi (Ch)

GuilmiArtProject, via Italia 30, 66050, Guilmi (Ch) guilmiartproject.wordpress.com guilmiartproject@gmail.com info: 349 5745922

coincidenze

Era destino che questo post dovessi finire per scriverlo in fretta, nonostante ci tenga tantissimo.

Le coincidenze di cui parlo sono a proposito della data di oggi 27 febbraio 2015, giorno in cui aprono due mostre lontane l’una dall’altra e quindi impossibile da attendere entrambe. Decidete voi quale vi risulta più a portata di mano.

juan pablo Macias livornoJuan Pablo Macías – ospite di Guilmi Art Project lo scorso agosto -, alla Galerie21 a Livorno ripropone i muri incisi con degli estratti di The Anarchist Doctrine Accessible to All, scritto nel 1925 dall’anarchico José Oiticica. Le pareti erano state prodotte a Villa Romana, Firenze,  in occasione della prima release di WORD+MOIST PRESS, il nuovo progetto editoriale dell’artista messicano. La release è stata proprio la traduzione del libro su citato, dal portoghese all’inglese, ad opera del collettivo Agência Transitiva. [se invece siete di passaggio a Città del Messico, vale la pena di fermarsi da Marso, la galleria della giovanissima Sofia Mariscal, dove è in corso Sobre Negro, un progetto curato da Michel Blancsubé, appunto sui Los Negros, Arturo Hernández Alcázar, Mario de Vega y Juan Pablo Macías. Pare che sia da vedere!]

Elena Mazzi, ancora una volta con Elisa Strinna, è invece ospite di Carlos Garaicoa da oggi fino al 6 marzo nel suo studio di Madrid, con la mostra Open Studio 10.0 Una singularidad desnuda / A Naked Singularity. Con le due artiste tanti nomi non da poco che propongono opere legate al suono [Juan Carlos Alom, Miguel Álvarez-Fernández, Balada Tropical, Massimo Bartolini, John Cage, Tania Candiani, Mircea Cantor, Amir Fattal, Carlos Garaicoa, Shilpa Gupta, Yonel Hidalgo, Vasili Kandinski, Archivo ChakraRPM, Jorge Macchi, Elena Mazzi & Elisa Strinna]. Copio e incollo qui la significativa citazione nel comunicato stampa della mostra: The artist who creates silence or emptiness must produce something dialectical: a full void, an enriching emptiness, a resonating or eloquent silence. Susan Sontag, The Aesthetics of Silence.

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Massimo Bartolini; Recording, one-off, on 12-inch vinyl record picture disk format, mural painting, record player, amplifier, speakers. Produced by Fondazione Musica per Roma / Edited and published by Radical Matters Editions/Label. Voice: Nicholas Isherwood.

E a proposito  di silenzio eloquente, c’è un’altra coincidenza di cui vogliologo-appunti-e-riflessioni_small sm mettervi al corrente. E’ appena uscito il nuovo numero del magazine di cultura contemporanea Notas Y Reflexiones, di Francesco Ozzola. Qui di nuovo interviene, tra gli altri, Pietro Gaglianò, con un breve scritto proprio sul silenzio, di cui ogni tanto avremmo veramente bisogno.

cose in corso

E’ proprio il caso di aggiornarvi su alcune cose in corso che riguardano alcuni di coloro che hanno o hanno avuto a che fare con Guilmi Art Project negli anni.  In ordine, sparso iniziamo:

Fabrizio Prevedello, nostro residente nel 2013, ha in corso fino al 12 Aprile 2015 la mostra Luce, al CAMeC di La Spezia. Chi l’ha già visitata assicura che Fabrizio ha avuto l’abilità e la forza di portare la natura e le cave di marmo di Carrara all’interno della galleria. Noi ci crediamo e dopo aver visto delle immagini potentissime nell’ambito di un talk pubblico alla galleria Passaggi di Pisa, ci siamo dati max 2 settimane di tempo per andarci. Potete intanto godere dell’intervista di Elena Bordigon a Fabrizio Prevedello su Aptdiary; e aggiungeteci quest’altra di Saul Marcadent su Pizza Digitale, dove trovate anche il Solido alle Intemperie realizzato nell’ambito di Guilmi Art Project.

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Fabrizio Prevedello, Luce, CAMeC, La Spezia 2014, immagine mostra, courtesy Cardelli e Fontana, (foto Jacopo Menzani). Da Aptdiary

Pietro Gaglianò non può mancare in un resoconto sulle cose in corso. E’ talmente tanto attivo che dovremmo tenere una newsletter giornaliera sul suo operato. Ma qui si fa quel che si può, quindi per il momento non mancate di visitare una mostra da lui curata alla SRISA, la galleria d’arte della International School Santa Reparata di Firenze, con delle proposte così interessanti, che mi fa rimpiangere i recenti anni di vicinato, quando era ancora attiva la scuola d’arte con annessa galleria e residenza d’artista di F_AIR, di Florence University of the Arts. La mostra in questione è A4- 564 di Marta Dell’Angelo, fino al 14 marzo 2015. Inoltre Pietro Gaglianò sarà uno dei tronisti al museo Pecci di Prato, con due interventi marzolini nella fascia oraria 21.00 – 23.00, come nella Nuova Didattica Popolare. Qui per saperne di più.

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Marta dell’Angelo, “A4 – 564. Courtesy Pietro Gaglianò e Marta dell’Angelo

E visto che abbiamo citato la data del 14 marzo come giorno di chiusura della mostra di Marta Dell’Angelo, lo stream of consciousness mi fa trapelare una NOTIZIONA, che non mi fa stare nella pelle, ma che vi annunciamo solo per metà. A buon intenditor poche parole… Aprirà il 14 marzo, a Firenze, luogo ancora top secret, a cura di Trial Version, una mostra di Elena Mazzi ed Elisa Strinna, dedicata alle crisi. Non posso dirvi altro, ma per arrivare preparati in mostra, eccovi un link da Juliet Art Magazine, che potrebbe invogliarvi ad andare. ELENA MAZZI segnatela su un tacquino a lettere cubitali, perchè presto  avremo anche un altro annucio pubblico di roboante portata.

Elena Mazzi, Elisa Strinna, Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, Performance vocale, 3 m, 2013-2014. Da Juliet Art Magazine
Elena Mazzi, Elisa Strinna, Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, Performance vocale, 3 m, 2013-2014. Da Juliet Art Magazine

Per finire (e non me ne voglia, chi in questa occasione non è stato citato) vi lascio con delle immagini meravigliose relative ad Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, un viaggio/esplorazione di Alessandro Carboni nelle profondità della terra del Vietnam con un un gruppo di studenti della School of Creative Media della City University di Hong Kong. Fino alla fine di febbraio 2015. Come vorrei essere lì!

Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: ietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015
Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015
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Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015

raccolta differenziata

Quello che un aggiornamento, per quanto accurato, fatica a documentare, è la routine quotidiana di GuilmiArtProject, con tutte le randomicità non previste da una narrazione lineare.

Ad esempio, la nonchalance di Pietro Gaglianò, che impossibilitato ad attuare una sensata raccolta differenziata nel suo buon ritiro, viene a buttare i rifiuti in via Italia, nel bel mezzo di un proficuo browsing con Juan Pablo Macias.

Macias Gagliano Bacci1 Macias Gagliano Bacci2 Macias Gagliano Bacci3

Oppure una piacevole interruzione del lavoro intellettuale, che a Guilmi avviene in strada, per l’arrivo di nuovi amici