Guilmi around the world

Felicissimi di avere ancora l’opportunità di raccontare di Guilmi. Dopo inviti in ordine sparso di cui si diceva al post precedente, il 6 ottobre saremo a Le Murate di Firenze, uno progetto variegato che ruota intorno l’arte contemporanea, con uno spazio invidiabile per residenze teatrali e di arte visiva, con bar, libreria, ristorantino, spazio riviste e spazio mostre, due piazze pedonali etc etc… una piccola Guilmi, insomma. Guilmi si deve solo attrazzare per la libreria, ma se volete potete venire e prendere i libri a casa GAP o nella neonata biblioteca… se riuscite a cavarne le gambe dal catalogo!

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BTW, qui il comunicato de Le Murate, ci farebbe molto piacere vedervi lì!

murateIl 6 ottobre alle ore 17.30, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea presenta GuilmiArtProject (GAP),
un progetto di residenza e mediazione informale all’arte contemporanea raccontato direttamente dai suoi ideatori e da alcuni protagonisti.

“GAP nasce nel 2009 come una festa tra una ventina di amici e con l’invito a un artista-ospite a immergersi nella realtà di Guilmi, un paesino dell’Abruzzo di circa 300 anime che neanche noi conoscevamo bene, raccontano i curatori. Alla prima mostra, la piccola galleria era piena di gente, poi i progetti abbiamo iniziato a presentarli ovunque, nell’ultima edizione, persino in modalità itinerante.
Con noi la gente era dappertutto! Questo forse è il senso di GAP: il rapporto tra l’artista e la gente; la gente che aiuta con le proprie competenze, che t’invita a pranzo, che dona provviste, la gente che incontra la gente. E l’artista che ritrova il senso del lavoro”. L’appuntamento presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, attraverso la condivisione dell’esperienza di GuilmiArtProject col pubblico, propone un ripensamento del ruolo delle residenze come riappropriazione del senso del lavoro, quale condivisione e rigenerazione sociale. L’incontro introdotto e mediato da Valetina Gensini, direttore artistico di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea introdurrà Federico Bacci e Lucia Giardino, fondatori e curatori del progetto, il critico e curatore Pietro Gaglianò, dal 2013 all’interno dell’ossatura di GAP con la Nuova Didattica Popolare e gli artisti, Elena Mazzi e Nicola Toffolini, rispettivamente ospiti nelle edizioni 2015 e 2011, che avranno modo di confrontarsi sul loro operato a Guilmi e sull’evoluzione del progetto negli anni. Nicola Toffolini, attualmente in residenza a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, dove il 12 novembre pv, dedicherà un artist talk al suo lavoro in residenza rappresentando l’incontro ideale tra realtà che, in geografie diverse, puntano a delineare nuove modalità produttive ed esperienziali del mondo dell’arte.

Federico Bacci è stato regista e sceneggiatore cinematografico e autore radiofonico. Ha diretto con Nicola Guarneri e a Stefano Leone Elio Petri. Appunti su un autore (Premio Pasinetti 2005, Festival del Cinema di Venezia) distribuito da Feltrinelli Real Cinema e acquisito da Rai. Dal 2009 cura e dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e curatore. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

Lucia Giardino insegna in istituzioni accademiche internazionali. Assegna un ruolo fondamentale all’arte come strumento di mediazione e conoscenza. E’ stata Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, dove ha diretto F_AIR –Florence Artist in Residence (2011 – 2014). Dal 2009 cura e dirige GuilmiArtProject insieme a Federico Bacci.

Elena Mazzi (1984; vive e lavora a Venezia). Si forma a Siena, presso lo IUAV di Venezia e alla Royal Academy of Art di Stoccolma. Nel 2011 è San Francisco per un progetto in collaborazione con i Future Farmers (borsa Movin’up). Altre residenze da lei condotte: Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, e Viafarini, Milano. Mostre principali: Collective memory and social space, galleria Botkyrka Konsthall, Stoccolma, Letters from the sky, video art festival COP17, Durban (Africa), COMMON GROUND, projects for the Lagoon, Palazzetto Tito, Venezia (Fondazione Bevilaqua LaMasa), TRA/ARADA/IN BETWEEN, Istanbul,Mirror Project # 6, Elena Mazzi | mass age, message, mass age, Barriera Arte, Torino; EGE-European Glass Experience, mostra itinerante nei migliori musei del vetro d’Europa; partecipa alla 14° Biennale d’Architettura di Venezia e alla prima Biennale di Fittja, Stoccolma (2014). E’ una dei 5 artisti italiani presenti alla 14° Biennale di Istanbul curata Carolyn Christov-Bakargiev attualmente in corso.

Nicola Toffolini (1975. Vive e lavora a Firenze e in provincia di Udine). La sua ricerca abbraccia discipline diverse e mette in relazione disegno, design, architettura, tecnica e scienze naturali. Realizza disegni, sculture, installazioni e interventi ambientali integrando materiali artificiali e tecnologia con elementi di origine naturale, condizionandone gli equilibri. Parallelamente dal 2001 con Eva Geatti conduce Cosmesi, progetto performativo e teatrale. Mostre personali e collettive successive al 2011: Premio Fondazione VAF VI (Palazzo della Penna, Perugia; Stadtgalerie, Kiel, Germania; Schauwerk Sindelfingen, Sindelfingen, Germania); ARTSIDERS, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia; Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a Kentridge, Musei Comunali, Rimini; Drawing Now Paris 8 – le salon du dessin contemporain, Le Carreau Du Temple, Parigi, Francia; 1:1, D406, Modena; Nootka, Squadro, Bologna. L’ultima produzione teatrale di Cosmesi DI NATURA VIOLENTA, Col fervore del sale, è stata presentata ad ATELIERSI, Bologna, realizzata nell’ambito della residenza a CENTRALE FIES, Dro (giugno 2015). Dal 2014 Nicola Toffolini è in residenza presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze.

Martedì 6 ottobre ore 18.80 Piazza delle Murate, 

logo_muratepac1Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Per info Tel: +39 055 2476873
Mail: info.pac@muse.comune.fi.it
Ingresso libero

Todo Modo: l’omaggio di Firenze a Elio Petri

Come potevamo non darne notizia!

Da Todo Modo a Todo Modo
Ciclo di incontri sul cinema di Elio Petri
2-3-4 aprile – ore 18.00
Libreria Todo Modo
Via dei Fossi 15 rosso, Firenze

Todo Modo, Elio Petri
Elio Petri, Todo Modo, 1976

Il 2 Aprile, dopo circa trentanove anni, torna nelle sale Todo Modo (1976) di Elio Petri, tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.

Dopo il restauro effettuato dalla Cineteca di Bologna e la pubblicazione del film, per la prima volta in assoluto in dvd, a cura di Mustang Entertainment e distribuito da CG Entertainment, si ha finalmente la possibilità di vederlo al cinema in tutta la sua potenza immaginifica.

Il film arriva in home video il 24 marzo e torna nelle sale con una anteprima nazionale al cinema Odeon di Firenze il 2 aprile alle ore 21.00 (versione originale restaurata), parallelamente a un ciclo di 3 incontri sul cinema di Elio Petri a cura di Libreria Todo Modo (Firenze) e Associazione Indagine presso la libreria Todo Modo di Firenze dal 2 al 4 aprile 2015 (ore 18:00).

Todo Modo è uno dei più controversi film della cinematografia Italiana e segna l’ultima esperienza del duo Petri-Volontè. Da molti è indicato come il film che decreta la fine del cinema politico. Alcuni lo ricordano come anticipatore della morte di Moro, altri come un oggetto misterioso. Per Sciascia rappresentava “la conclusione del processo che Pasolini voleva fare alla classe politica democristiana e non poté fare”. Per molti era un film pericoloso che non doveva circolare.

Todo Modo è uno dei capolavori di Elio Petri, autore scomodo e osteggiato, molte volte più dalla sinistra che dalla destra, per la sua “inquieta lucidità”. Il regista ha indagato i processi di potere in tutte le sue forme, incontrando spesso problemi di censura e subendo il rifiuto da parte delle autorità competenti, ma a dispetto di questo ha ricevuto premi e fatto incassi da film da botteghino. Autore marxista che lavorava con metodi spettacolari e non si sottometteva alla rigidità stilistica e ideologica pretesa dalla critica militante, i suoi film sono il risultato dell’opera di un intellettuale che viveva criticamente nella contemporaneità, non solo nel campo cinematografico, ma anche in quello delle arti figurative, nella vita politica, nello studio della società. I suoi film sono affreschi elaborati, macchine rappresentative, di cui Todo modo è uno dei massimi esempi.

In anni recenti la cinematografia di Elio Petri è stata riletta da vari studi che la analizzano in maniera più obiettiva, meno ideologica. Al restauro fisico dei film, si aggiunge quindi il restauro del tempo, che semplifica e chiarisce molte questioni controverse affrontate del regista.

L’obiettivo degli incontri è di inserirsi in questa rilettura, analizzando la cinematografia di Elio Petri in ottica contemporanea e trasversale, con l’ausilio di semiologi, performer, critici d’arte e artisti, dando spazio a visioni anche non propriamente cinematografiche e ripartendo proprio da Todo modo, che, con le sue forti connotazioni tematiche, stilistiche e semantiche, offre la possibilità di articolazione degli incontri in tre chiavi tematiche precise, mai distinte, ma intersecatesi tra loro.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI:

2 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18:00
Incontro: Petri, Il cinema, la realtà, la critica. La visione della realtà e le sue controindicazioni, viaggio nella cinematografia di Petri e nella risposta della critica e della censura.
Intervengono: Paola Petri (moglie di Elio Petri), Federico Bacci (regista e sceneggiatore), Claudio Carabba, Gabriele Diverio, Marco Luceri, Alfredo Rossi (critici cinematografici).

Cinema Odeon ore 21:00
Proiezione del film Todo Modo, di Elio Petri – Versione originale restaurata

3 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18:00
Incontro: Il corpo della politicaRappresentazione della mimesi politica nei film di Elio Petri a confronto con altri esempi. Dalla performance alla pittura, dalla scultura al teatro, un filo ininterrotto dal passato fino ad oggi.
Intervengono: Tommaso Granelli (sociologo/semiologo/studioso della politica), Jacopo Turriti (autore di uno studio su Petri e la critica) Andrea Cortellessa (scrittore, critico letterario), Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore). Chiara Lagani (attrice della della compagnia teatrale Fanny & Alexander)

4 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18
Incontro: Petri e le arti figurative. Il Cinema di Petri raccontato attraverso l’arte, riferimenti presenze e influenze delle arti figurative nella cinematografia di Elio Petri, il loro ruolo e la loro funzione nella creazione del suo personalissimo linguaggio cinematografico.
Intervengono: Riccardo Venturi, Francesco Galluzzi (storici dell’arte), Laura Cusmà (storico del cinema).

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il ciclo di incontri “Da Todo Modo a Todo Modo” è a cura di Federico Bacci, Massimo Conti, Debora Ercoli, Lucia Giardino, Pietro Torrigiani, Maddalena Fossombroni.

Un ringraziamento speciale a Lo Schermo dell’Arte e Museo Marino Marini, Firenze.

Il film Todo Modo sarà in programmazione presso il cinema Stensen di Firenze a partire da martedì 14 aprile.

Elio Petri, Todo Modo, 1976
Elio Petri, Todo Modo, 1976

Andrea Cortellessa è nato a Roma nel 1968. Insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma Tre. Con Luca Archibugi, nel 2010 ha realizzato per RaiCinema il documentario Senza scrittori (01 distribution 2011). Per Bompiani, Adelphi, Garzanti e Feltrinelli ha curato testi di Giorgio de Chirico, Giorgio Manganelli, Elio Pagliarani, Giovanni Raboni e Luigi Di Ruscio (insieme ad Angelo Ferracuti i Romanzi nel 2014). Per L’orma editore di Roma dirige la collana di testi italiani contemporanei fuoriformato. Collabora a «doppiozero», «Tuttolibri» e ad altre testate. È nella redazione delle riviste «alfabeta2» e «il verri» e collabora ai programmi culturali di RAI-Radio Tre.

Gabriele Diverio (1981), si laurea al DAMS di Bologna con una tesi che indaga il rapporto tra Elio Petri e la critica cinematografica italiana.È direttore del Piemonte Movie gLocal Film Festival di Torino, rassegna che valorizza la produzione di cortometraggi e documentari regionali.Unisce la passione per il cinema a quella per il web e per i social network, curando gli aspetti comunicativi e promozionali di diversi film e documentari.In passato ha collaborato per i siti cinematografo.it e filmidee e scrive per ninjamarketing.it.

Pietro Gaglianò, è critico d’arte e studioso dei linguaggi della contemporaneità. Contestualmente agli studi di Architettura ha approfondito la conoscenza e l’analisi della cultura visiva contemporanea in tutti i suoi aspetti. I suoi principali campi di indagine riguardano i rapporti tra le pratiche dell’arte visiva e i sistemi teorici della performing art e del teatro di ricerca; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica.

Francesco Galluzzi, insegna Estetica e Storia del cinema nelle Accademie BB AA di Carrara e Firenze.Tra le sue pubblicazioni: Pasolini e la pittura, Roma 1994; Picasso, Firenze 1996; Vita d’artista. Picasso, Firenze 2004; Roba di cui sono fatti i sogni. Arte e scrittura nella modernità, Milano 2004; Il barocco, Roma 2005; Le avventure delle immagini. Percorsi tra arte e cinema in Italia, Chieti 2009; ha curato in collaborazione con S. Righetti e A. Finelli, “La Stanza Rossa”: Trasversalità artistiche e realtà virtuali negli anni Novanta (antologia della rivista), Milano 2007.

Tommaso Granelli è semiologo e esperto di studi sociali di tecnologia e scienza. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Semiotica a Bologna, approfondendo con metodo etnografico i temi della spazialità urbana, della percezione ambientale e riscrittura del territorio. Si occupa inoltre di cultura audiovisiva e performance contemporanea. Attualmente lavora come content designer freelance.

Chiara Lagani è autrice e attrice teatrale. Fonda la compagnia Fanny & Alexander nel 1992 insieme a Luigi De Angelis. Con Fanny & Alexander produce spettacoli teatrali, laboratori, progetti video, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni e seminari di studi, festival e rassegne, dedicandosi in particolare all’aspetto drammaturgico del lavoro. Dal 2001 la compagnia gestisce a Ravenna lo spazio di produzione, prove e laboratorio scenografico Ardis Hall e dal 2009 la struttura culturale Artificerie Almagià. Nel 2012 nasce la cooperativa E in cui confluiscono le attività artistiche di Fanny & Alexander, Menoventi e gruppo nanou. Con Fanny & Alexander è attualmente impegnata nella realizzazione del progetto “Discorsi” dedicato al discorso pubblico nei vari ambiti della vita umana.

Laura Cusmà Piccione è laureata in storia e critica delle arti, con tesi dedicata ai rapporti trà il cinema di Elio Petri e l’arte contemporanea. Tiene annualmente un cineforum per gli studenti dell’universitá degli Studi di Milano e collabora periodicamente con la facoltà di Scienze dei Beni culturali, dove tiene lezioni di approfondimento su cinema e arte contemporanea.
Attualmente lavora come giornalista per il settore arte e cultura di diversi giornali di informazione.

Jacopo Torriti (1987, Livorno). Consegue a pieni voti la Laurea triennale in Cinema al Cmt dell’Università di Pisa (anno accademico 2009-2010). Prosegue gli studi nel campo cinematografico iscrivendosi al Corso di Laurea magistrale in Discipline della musica dello spettacolo e del cinema presso l’Università di Udine con sede a Gorizia. Qui termina il suo percorso universitario con una tesi su Elio Petri dal titolo Il “Capoccione” dimenticato-l’ultimo periodo cinematografico di Elio Petri (anno accademico 2012-2013). Collabora a diversi progetti audiovisivi di amici videomakers (tra i quali Luca Bardi e Giacomo Bolzani), talvolta ricoprendo più ruoli (montatore, operatore, addetto allo storyboard ecc…); inoltre, firmandosi “Jack Towers” gestisce assieme all’amico videoartista Giulio Zannol un canale vimeo (vimeo.com/user6385992/videos), dove è possibile fruire dei suoi esperimenti di mashup video. Attualmente ricopre un ruolo consultivo presso l’Associazione Circolo del Cinema Kinoglaz di Livorno.

Riccardo Venturi è storico e critico dell’arte. Postdoctoral Fellow in Residence presso The Phillips Collection Center for the Study of Modern Art e George Washington University, Washington DC, dal 2012 è “pensionnaire” in Storia dell’arte contemporanea, XX e XXI secolo presso l’INHA (Institut national d’histoire de l’art) di Parigi, dove co-dirige tra l’altro il seminario “Ecrans exposés. Cinéma Art Contemporain Médias” e “Archéologie des médias et histoire de l’art”. Collabora con diverse riviste italiane e internazionali tra cui “Alias” (supplemento culturale de “Il Manifesto”) e “Artforum”. “Screen Tests” è il nome del suo blog su http://www.doppiozero.com

Libreria Todo Modo
Via dei Fossi 15 rosso, Firenze
libreria@todomodo.org
+39 0552399110

Cinema Odeon
Piazza Strozzi 2 Firenze
+39 055-214068
www.odeonfirenze.com

Preistorico In(n)umano

Preistorico In(n)umano di Juan Pablo Macías
13 agosto 2014, ore 18.00
esterno, La Pitech, via Italia 26, Guilmi

Si conclude il 13 agosto, con la presentazione del progetto finale, la residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject.

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Incuriositi dalla tendenza alla scrittura dell’artista messicano,dalle sue operazioni di riattivazione e corto circuito d’archivi e biblioteche, quest’anno GuilmiArtProject ospita per la prima volta un artista internazionale. Nel corso della ricognizione a fine maggio, egli ha avuto modo di sovrapporre al tessuto reale di Guilmi, un piccolo comune dell’Abruzzo, la propria griglia astratta di ragionamenti su dinamiche e rappresentazioni umane, sociali e politiche e sulla possibilità di rilevare paradossi nei processi istituzionali, in particolare sulla concezione dello spazio inteso come proprietà privata. Il lavoro svolto in paese parte da queste premesse generali e si concretizza in seguito ad un’ulteriore verifica nella scala ridotta della micro realtà abruzzese, con le proprie peculiarità storiche e contingenze contemporanee. Dotato di un alto grado d’urbanità, Macías trasforma scomodi assunti di resistenza al sistema in atti poetici, domestici, eppure puntuali e potenti. Il titolo del suo intervento a Guilmi, Preistorico In(n)umano, contempla una possibilità di salvezza: un atto brutale di rasa al suolo delle cattedrali d’indottrinamento conformista e di un auspicato azzeramento della storia. Tale ritorno al primordiale risuona nella doppia consonante (In(n)umano), la cui scrittura rivendica un’idioma volutamente espressionista, come antitesi all’asetticità e all’appiattimento di una lingua globalizzata e semanticamente svuotata.

Per Juan Pablo Macías la residenza a GuilmiArtProject rappresenta inoltre l’occasione di poter continuare il progetto Tiempo Muerto, un giornale di cui è editore dal 2012, pensato come piattaforma di ragionamenti e di riappropriazione di un tempo che la società dell’economia di mercato considera “morto”, perchè slegato dai processi di consumo collettivi. Tiempo Muerto è stato presentato in importanti spazi espositivi quali il Kunstraum München, il MUCA-Roma di Città del Messico, lo Studio Gennai di Pisa, da Tranzitdisplay a Praga e all’interno della mostra collettiva Altars of Madness (2013) tenutasi al Casino Luxembourg e al Confort Moderne a Poitiers.

La presentazione finale di Juan Pablo Macías sarà seguita da un’interpretazione edibile del progetto da parte di Andrea D’Amore. A completare l’articolazione del programma annuale di GuilmiArtProject ci saranno gli appuntamenti del 9, 11 e 12 agosto con la Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò. Il GAP-lab radiofonico L’amore ai tempi di Guilmi di Tiziano BoniniIlaria Gadenz e Carola Haupt, tra il 9 e il 14 agosto. Un ulteriore GAP-lab dedicato alla realizzazione di set fotografici per Fern Blossom, con la coordinazione generale di Federica Berardi.

Juan Pablo Macías (Puebla, Messico, 1974). Lavora in Messico e internazionalmente dalla fine degli anni Novanta come artista, autore e curatore. Studia semiotica in Messico e a Madrid e nel 2005 prende parte alla residenza Antonio Ratti a Como. Principali progetti individuali 2014 – 2010: 2013 – History of the universe in twenty minutes, Kunstraum München, Monaco (Germania); Tiempo Muerto: Burial of a copyright infringement (performance)Tranzitdisplay, Praga (Repubblica Ceca), 2012- Tiempo Muerto: Then the handwriting may be read upon the wall, Kunstraum München Monaco; Tiempo Muerto: Economías del Deseo, MUCA-ROMA, Città del Messico; Tiempo Muerto: On Production, Inscription and Desire, Studio Gennai, Pisa. 2010 – PortaA Certain Lack of Coherence, Porto (Portogallo).

Principali mostre collettive 2014 – 2010:2014 –Atwork Lettera 27. Donwahl Foundation for Conetmporary Art, Abidjan (CI); Zona Maco Sur, Città del Messico (Messico); 2013 – El ojo en el tiempo, Obras de la Colección Adrastus, Museo Carrillo Gil, Città del Messico (Messico); Apologia. Museo del Marmo, Carrara (Italia); The encyclopedia of failure. Part of the Jakarta Biennale SIASAT (Indonesia); Altars of Madness, Confort Moderne, Poitiers (Francia); Altars of Madness. Casino Luxembourg (Lussemburgo); 2012 –Wunderkammer. Museum Nacht, Delft (Paesi Bassi); Prospectus: Escuela Moderna, Karmelo Bermejo, Nicoletta Braga, Democracia, Juan Pablo Macías, Santiago Sierra, Alain Urrutia, Cantieri d’Arte 7a Edizione, Viterbo; Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Musée dʼArt Moderne de la Ville de Paris (Francia) 2011 – Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Museo Amparo, Puebla (Messico); Il Buon Vicino, REACT, Livorno; antes / después. Caja Blanca. 2010 – Espectrografías, Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico; Superficies del Deseo,  Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico.

http://juanpablomacias.tumblr.com/

A cura di Federico Bacci e Lucia Giardino

Con il patrocinio del Comune di Guilmi

Lo stato dell’arte

Cari Gappisti,
nonostante il programma 2014 non sia ancora fuori, le acque si stanno muovendo in vista di agosto. E così presenteremo Nuova Didattica Popolare in Piazza Giorgini a Firenze, in occasione di un ciclo di incontri su Lo stato dell’arte. I nostri compagni di merende sono ospiti illustri e questo ci onora non poco… la vedete la ruota del pavone che mi fa da sfondo?;-).

Il primo incontro è stato ieri, 11 giugno con la schietta ex-direttrice della Galleria dell’Accademia, Franca Falletti. Spumeggiante e positivamente combattiva, ha concluso con un sano consiglio per riuscire nei propri intenti – di quelli che mirano a cambiare anche le brutte abitudini delle comunità: adottare la tecnica del picchio. Cioè: batti e ribatti, alla fine sfondi.

Franca Falletti, Lo stato dell'arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze
Franca Falletti, Lo stato dell’arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze. IPhoto: Maria Pecchioli

Nel secondo incontro ci saremo noi; inquadreremo le ragioni di gappisti e guilmesi di GuilmiArtProject, ma in primis Pietro Gaglianò racconterà l’esperienza e il significato della Nuova Didattica Popolare a Guilmi.

Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013
Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013

Il terzo incontro vede la presenza di Tomaso Montanari! La voce fastidiosa che evidenzia il controverso rapporto tra arte e politica, la zanzara che molti vorrebbero schiacciare perchè  raccorda fattacci imbarazzanti, di cui non andar fieri, con dati puntuali, cifre, statiche, date. Così, per non dimenticare che è importante continuare resistere; in barba a chi taccia di inspiegabile populismo qualunque tipo di resistenza all’omologazione.

Un grazie sentito agli organizzatori degli incontri, all’inintenzionale quota rosa del Vivaio del Malcantone e di Fosca, che ci permettono di far conoscere il nostro progetto fuori dai nostri confini di riferimento.

Qui tutto il programma

LO STATO DELL’ARTE

Fosca e Il Vivaio del Malcantone presentano “Lo Stato dell’arte”: 3 incontri pubblici in piazza Giorgini.
Ciascun appuntamento sviluppa un punto di vista sul tema della cultura nello spazio pubblico. Il percorso di incontri si rivolge a tutta la cittadinanza adottando a modello le lezioni di piazza aperte, gratuite, pubbliche e interdisciplinari.
“Lo Stato dell’arte” osserva le metodologie della produzione, distribuzione e partecipazione della cultura nello spazio urbano, si propone come approfondimento sul potenziale artistico culturale della città di Firenze.
I 3 incontri offriranno al cittadino punti di vista diversi, portando ciascuno la propria cifra critica e tematica, al tempo stesso l’intero percorso si propone come visione organica e di insieme: un tutorial per chi desidera comprendere meglio dinamiche e possibilità legate ai temi della fruizione di arte cultura e spazio urbano.
“Lo Stato dell’arte” è un gioco semantico che oscilla volutamente fra due interpretazioni: da una parte la diagnosi della condizione attuale delle pratiche artistico/culturali, dall’altra si rivolge al soggetto pubblico “Stato” non solo come interlocutore ma anche come responsabilità collettiva.
Grazie a “Lo Stato dell’arte” Fosca e Il Vivaio del Malcantone intendono attivare un approfondimento condiviso e orizzontale che consenta di disegnare una traccia verso la realizzazione di nuove potenzialità socioculturali.

Gli incontri si tengono in Piazza Giorgini dalle ore 19
(Porta la sedia o rimani in piedi)

Programma

11 giugno

Franca Falletti – Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013.

Il museo: uno spazio per l’uomo o per le muse?

L’incontro mira a definire il rapporto fra la città di Firenze nelle sue varie componenti e il suo patrimonio culturale conservato nei grandi musei, quale attualmente è e quale auspicabilmente dovrebbe essere. Lacune e potenzialità, saranno meglio individuate anche alla luce del dibattito che si svilupperà con i cittadini presenti all’incontro stesso.

16 giugno

Lucia Giardino, Federico Bacci e Pietro Gaglianò

Presentazione di GAP Guilmi Art Project

Un progetto di interventi artistici nello spazio pubblico, con un approfondimento su “Nuova Didattica Popolare”, dispositivo sperimentale di condivisione in corso a Guilmi da agosto 2013.

3 luglio

Tomaso Montanari – Professore associato di Storia dell’arte moderna, Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, Dipartimento di Studi umanistici

Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

L’incontro vuole essere occasione di confronto sul ruolo ed il valore del patrimonio culturale. Una riflessione sulla distanza che separa due visioni divergenti: il patrimonio come bene comune, e quindi elemento fondante della cittadinanza e del vivere civile, e il patrimonio come bene di mercato.

Approfondimenti

16 giugno Lucia Giardino Federico Bacci e Pietro Gaglianò – GAP Guilmi Art Project

Nuova Didattica Popolare è un progetto sartoriale di GuilmiArtProject, tagliato ad arte su Pietro Gaglianò, critico/curatore intelligente e versatile, e su Guilmi (Ch), un paese dalle scarse risorse, ma esigente e con grandi aspettative. Nella prima edizione di NDP del 2013, Pietro Gaglianò ha bandito le lezioni frontali e, armato di nuove intuizioni e storie, ha coinvolto il pubblico facendolo reagire a stimoli ed immagini, mettendolo così in grado di aprirsi un varco nel fortino della conoscenza dell’arte, solitamente occupato dagli addetti ai lavori. GuilmiArtProject ha da subito voluto inglobare Nuova Didattica Popolare nel proprio organigramma, in quanto ha riconosciuto a Pietro Gaglianò il ruolo primario di collante tra le esperienze artistiche proprie del progetto e la comunità, e quello non secondario di semplificatore dei processi di comprensione dell’opera d’arte contemporanea.

Guilmi Art Project (GAP) è un progetto di residenza artistica a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch). Gettatene le basi nel 2007 e ideato in forma più strutturata nel 2009 da Federico Bacci e Lucia Giardino, GAP è partecipato dall’intera comunità, che è il primo, ma non l’unico destinatario e attore, degli eventi messi in atto. La sua attività si compone di molteplici fasi, articolate in diversi momenti dell’anno e senza scadenza predefinita, per poi concludersi in agosto, con una serie effetti collaterali e con la presentazione pubblica del lavoro dell’artista in residenza.

3 luglio Tomaso Montanari – Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

Il paesaggio, l’ambiente e il patrimonio artistico sono di tutti. Ma non di tutti e di nessuno: invece, di tutti e di ciascuno di noi. Sono, cioè, una proprietà collettiva il cui vero scopo è soddisfare ai diritti fondamentali delle persone. Sono, dunque, beni comuni che servono a realizzare il bene comune: che è la civilizzazione (questa bellissima parola che, per esempio in Francia, è un modo più consapevole per dire «cultura»). È possibile dimostrare che questa idea risale all’età classica, e plasma la coscienza italiana fin dai suoi albori. È per questo che, in Italia, una lunga storia culturale ha identificato nel patrimonio artistico un valore alternativo al mercato, ad esso irriducibile. E la storiografia artistica ha avuto anche questa funzione: ha determinato cosa e quanto, di quel vastissimo patrimonio, potesse e dovesse progressivamente uscire dal circuito economico, entrando in quello morale e civile. Oggi, invece, una profonda depressione culturale riduce la nostra vita alla sola dimensione economica: o meglio finanziaria. Ciò che interessa è il denaro, da cui trarre nuovo denaro in un processo di partenogenesi: per nulla virginale, però. Non sbaglieremmo di molto se dicessimo che ventitré ore della nostra giornata, settant’anni della nostra vita, i nove decimi dei nostri desideri sono dedicati al denaro. Ma, come riconosceva perfino la pubblicità di una carta di credito, esistono cose che non hanno prezzo, che non si possono comprare. Il perché lo spiega bene il filosofo americano Michael J. Sandel: «Perché preoccuparsi del fatto che stiamo andando verso una società in cui tutto è in vendita? Per due ragioni, una riguarda la disuguaglianza; l’altra la corruzione […] Assegnare un prezzo alle cose buone può corromperle. Questo perché i mercati non solo distribuiscono beni: essi esprimono e promuovono anche determinati atteggiamenti nei confronti dei beni oggetto di scambio […] Spesso gli economisti assumono che i mercati siano inerti, che non abbiano ripercussioni sui beni che scambiano. Ma questo non è vero. I mercati lasciano il segno. Talvolta, i valori di mercato scalzano valori non di mercato di cui varrebbe la pena tener conto. […] Se trasformate in merci, alcune delle cose buone della vita vengono corrotte e degradate. Dunque, per stabilire dove va collocato il mercato e a che distanza andrebbe tenuto, dobbiamo decidere come valutare i beni in questione – la salute, l’istruzione, la sfera familiare, la natura, l’arte, i doveri civici, e così via». Tomaso Montanari

Biografie

Franca Falletti, vive e lavora a Firenze. Laureata nel 1974 in Storia dell’Arte medioevale e moderna presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Dal giugno 1980 nominata funzionario direttivo della Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato, dal dicembre del 1981 è stata vicedirettrice della Galleria dell’Accademia e dal marzo 1992 Direttrice del medesimo museo fino al 28 febbraio 2013. In tale veste ha diretto e/o curato tutte le mostre, i nuovi allestimenti e i restauri realizzati presso il museo, seguendone e promovendone l’attività scientifica e pubblicando studi e cataloghi. In particolare ha curato il progetto di allestimento della gipsoteca di Lorenzo Bartolini, della collezione di tavole a fondo oro fiorentine e del museo degli Strumenti musicali del Conservatorio di musica Luigi Cherubini. Inoltre ha diretto fra il 2002 e il 2004 il restauro del David di Michelangelo e coordinato le indagini conoscitive che sono state eseguite in tale occasione da numerosi istituti di ricerca e universitari italiani ed europei. Nell’ambito dell’attività espositiva ha curato, oltre ad alcune mostre di argomento strettamente inerente il patrimonio della Galleria dell’accademia, anche alcune mostre ed eventi di arte contemporanea, come Forme per il David – Baselitz, Fabro, Morris, Kounellis, Struth nel 2004, Robert Mapplethorpe – La perfezione nella forma nel 2009 e Arte torna arte nel 2012.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee, l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica, i rapporti tra l’arte visiva e i sistemi teorici delle arti performative e del teatro di ricerca. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, impiegando i linguaggi creativi come strumento per accrescere la consapevolezza sociale. Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione di eventi culturali collaborando con istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte e amministrazioni comunali e provinciali in Italia. Ha curato volumi e pubblicato testi in collane specialistiche e cataloghi di mostre personali e collettive, da lui curate o alle quali ha collaborato. Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi.

Lucia Giardino (Vasto, Ch, 1968) dalla fine degli anni Novanta lavora nel campo dell’educazione in istituzioni internazionali, portando avanti insegnamenti incentrati sui linguaggi dell’arte contemporanea. Dotata di forte vocazione didattica, assegna un ruolo fondamentale alla formazione. Come educatore, mette in atto un processo di decostruzione delle narrazioni acquisite, sulle cui spoglie costruire nuovi significati. Dal 2011 all’inizio del 2014 è stato Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, e nella stessa scuola ha diretto il programma di residenza F_AIR – Florence Artist in Residence. E’ cofondatore e curatore, insieme a Federico Bacci di GuilmiArtProject. Lucia Giardino ha una forte vocazione didattica, che espleta nel suo lavoro principale di professore di storia dell’arte e come coordinatore accademico della School of Fine Arts di Florence University of the Arts. In questo ambito nel 2011 le viene chiesto di dirigere F_AIR, la prima residenza d’artista nel centro storico di Firenze, strettamente interdipendente dalla scuola d’arte di cui sopra. É fermamente sostenitrice dei valori a lunga gittata della cultura, del cui processo lento, è altrettanto cosciente.

Federico Bacci (Livorno 1973) deve la sua formazione artistica a percorsi alternativi, quali la militanza all’interno di centri sociali, da dove provengono molti protagonisti della scena contemporanea fiorentina nati negli anni Novanta. Ha un passato che spesso ritorna, come regista, documentarista, sceneggiatore e speaker radiofonico. Nel 2009 insieme a Lucia Giardino inaugura GuilmiArtProject, un programma di residenza in Abruzzo, del quale è co-curatore.

Tomaso Montanari (Firenze 1971) è professore associato confermato di ‘Storia dell’arte moderna’ presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, sezione di ‘Storia del patrimonio culturale’. Collabora al «Fatto Quotidiano», a «Left» e al «Corriere della sera» nell’edizione del Mezzogiorno. Ha vinto il Premio Giorgio Bassani di Italia Nostra (novembre 2012), e ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’onorificenza di Commendatore «per il suo impegno a difesa del nostro patrimonio» (marzo 2013), è stato membro della Commissione per la riforma del Ministero per i Beni Culturali istituita dal ministro Massimo Bray nel settembre 2013. Ha recentemente pubblicato un saggio sullo stato della storia dell’arte in Italia, dal titolo “A cosa serve Michelangelo?” (Einaudi 2011), uno relativo al dilagare dei falsi scoop storico-artistici (“La madre dei Caravaggio è sempre incinta”, Skira 2012), uno sulla funzione civile del patrimonio artistico (“Le pietre e il popolo”, minimum fax 2013). Il libro “Costituzione incompiuta. Arte, paesaggio, ambiente” (da lui curato, e scritto insieme a Alice Leone, Paolo Maddalena, Salvatore Settis; Einaudi 2013) ha vinto il Premio Internazionale Capalbio per la Saggistica 2013.