Sarà il caso di trasformare GAP in biennale?

Perchè no? In quanto a scansione temporale sarebbe perfetto per noi, per studiare, riposarci e non venire a noia a nessuno;-). By the way il titolo m’era sovvenuto pensando che la 14esima Biennale di Istanbul con Elena Mazzi si è appena conclusa, che la Biennale dei Giovani Artisti, Mediterranea 17 con Elena Mazzi chiuderà a breve (22 novembre) e che GuilmiArtProject 2015 sta facendo di tutto per estendere la permanenza di Elena Mazzi nella sua sfera d’influenza, visto la piacevolezza dell’incontro con l’artista. Per cui godetevi questo report di residenza estiva e intanto pensate a dove vorreste rivivere i bei momenti d’agosto, perchè Avanzi viaggerà con l’ausilio di tante belle persone, che potreste essere anche voi!IMG_1347 copia

Guilmi around the world

Felicissimi di avere ancora l’opportunità di raccontare di Guilmi. Dopo inviti in ordine sparso di cui si diceva al post precedente, il 6 ottobre saremo a Le Murate di Firenze, uno progetto variegato che ruota intorno l’arte contemporanea, con uno spazio invidiabile per residenze teatrali e di arte visiva, con bar, libreria, ristorantino, spazio riviste e spazio mostre, due piazze pedonali etc etc… una piccola Guilmi, insomma. Guilmi si deve solo attrazzare per la libreria, ma se volete potete venire e prendere i libri a casa GAP o nella neonata biblioteca… se riuscite a cavarne le gambe dal catalogo!

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BTW, qui il comunicato de Le Murate, ci farebbe molto piacere vedervi lì!

murateIl 6 ottobre alle ore 17.30, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea presenta GuilmiArtProject (GAP),
un progetto di residenza e mediazione informale all’arte contemporanea raccontato direttamente dai suoi ideatori e da alcuni protagonisti.

“GAP nasce nel 2009 come una festa tra una ventina di amici e con l’invito a un artista-ospite a immergersi nella realtà di Guilmi, un paesino dell’Abruzzo di circa 300 anime che neanche noi conoscevamo bene, raccontano i curatori. Alla prima mostra, la piccola galleria era piena di gente, poi i progetti abbiamo iniziato a presentarli ovunque, nell’ultima edizione, persino in modalità itinerante.
Con noi la gente era dappertutto! Questo forse è il senso di GAP: il rapporto tra l’artista e la gente; la gente che aiuta con le proprie competenze, che t’invita a pranzo, che dona provviste, la gente che incontra la gente. E l’artista che ritrova il senso del lavoro”. L’appuntamento presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, attraverso la condivisione dell’esperienza di GuilmiArtProject col pubblico, propone un ripensamento del ruolo delle residenze come riappropriazione del senso del lavoro, quale condivisione e rigenerazione sociale. L’incontro introdotto e mediato da Valetina Gensini, direttore artistico di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea introdurrà Federico Bacci e Lucia Giardino, fondatori e curatori del progetto, il critico e curatore Pietro Gaglianò, dal 2013 all’interno dell’ossatura di GAP con la Nuova Didattica Popolare e gli artisti, Elena Mazzi e Nicola Toffolini, rispettivamente ospiti nelle edizioni 2015 e 2011, che avranno modo di confrontarsi sul loro operato a Guilmi e sull’evoluzione del progetto negli anni. Nicola Toffolini, attualmente in residenza a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, dove il 12 novembre pv, dedicherà un artist talk al suo lavoro in residenza rappresentando l’incontro ideale tra realtà che, in geografie diverse, puntano a delineare nuove modalità produttive ed esperienziali del mondo dell’arte.

Federico Bacci è stato regista e sceneggiatore cinematografico e autore radiofonico. Ha diretto con Nicola Guarneri e a Stefano Leone Elio Petri. Appunti su un autore (Premio Pasinetti 2005, Festival del Cinema di Venezia) distribuito da Feltrinelli Real Cinema e acquisito da Rai. Dal 2009 cura e dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e curatore. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

Lucia Giardino insegna in istituzioni accademiche internazionali. Assegna un ruolo fondamentale all’arte come strumento di mediazione e conoscenza. E’ stata Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, dove ha diretto F_AIR –Florence Artist in Residence (2011 – 2014). Dal 2009 cura e dirige GuilmiArtProject insieme a Federico Bacci.

Elena Mazzi (1984; vive e lavora a Venezia). Si forma a Siena, presso lo IUAV di Venezia e alla Royal Academy of Art di Stoccolma. Nel 2011 è San Francisco per un progetto in collaborazione con i Future Farmers (borsa Movin’up). Altre residenze da lei condotte: Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, e Viafarini, Milano. Mostre principali: Collective memory and social space, galleria Botkyrka Konsthall, Stoccolma, Letters from the sky, video art festival COP17, Durban (Africa), COMMON GROUND, projects for the Lagoon, Palazzetto Tito, Venezia (Fondazione Bevilaqua LaMasa), TRA/ARADA/IN BETWEEN, Istanbul,Mirror Project # 6, Elena Mazzi | mass age, message, mass age, Barriera Arte, Torino; EGE-European Glass Experience, mostra itinerante nei migliori musei del vetro d’Europa; partecipa alla 14° Biennale d’Architettura di Venezia e alla prima Biennale di Fittja, Stoccolma (2014). E’ una dei 5 artisti italiani presenti alla 14° Biennale di Istanbul curata Carolyn Christov-Bakargiev attualmente in corso.

Nicola Toffolini (1975. Vive e lavora a Firenze e in provincia di Udine). La sua ricerca abbraccia discipline diverse e mette in relazione disegno, design, architettura, tecnica e scienze naturali. Realizza disegni, sculture, installazioni e interventi ambientali integrando materiali artificiali e tecnologia con elementi di origine naturale, condizionandone gli equilibri. Parallelamente dal 2001 con Eva Geatti conduce Cosmesi, progetto performativo e teatrale. Mostre personali e collettive successive al 2011: Premio Fondazione VAF VI (Palazzo della Penna, Perugia; Stadtgalerie, Kiel, Germania; Schauwerk Sindelfingen, Sindelfingen, Germania); ARTSIDERS, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia; Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a Kentridge, Musei Comunali, Rimini; Drawing Now Paris 8 – le salon du dessin contemporain, Le Carreau Du Temple, Parigi, Francia; 1:1, D406, Modena; Nootka, Squadro, Bologna. L’ultima produzione teatrale di Cosmesi DI NATURA VIOLENTA, Col fervore del sale, è stata presentata ad ATELIERSI, Bologna, realizzata nell’ambito della residenza a CENTRALE FIES, Dro (giugno 2015). Dal 2014 Nicola Toffolini è in residenza presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze.

Martedì 6 ottobre ore 18.80 Piazza delle Murate, 

logo_muratepac1Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Per info Tel: +39 055 2476873
Mail: info.pac@muse.comune.fi.it
Ingresso libero

Oltre l’immaginabile

Simona di Giovanni è stata con Matteo Coluccia e Daniela Pitrè una delle nostre gappiste acquisite nel 2015 grazie all’incredibile lavoro di Pietro Gaglianò all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il suo report è talmente intenso che merita di essere pubblicato sotto oltre che sotto gli effetti collaterali del 2015. Buona lettura!

TEMPODENSO| panoramica descrittiva guilmese 

Riprendendo le redini della mia esperienza guilmese, la prima immagine che la mia mente elabora e mi restituisce è una visione panoramica del paese, partendo dall’ingresso, a rallentatore, dai giardini, alla piazzetta. Risalgo il paese con gli occhi rivolti verso l’interno, lentamente, passando per via S. Rocco, la scuola/casa vacanze, via Roma, il bar di Bruna, il Forno, la Piazza. Proseguendo su via Italia, rivedo tutto, senza corpo, solo con lo sguardo e continuando ecco la casa di Lucia e Federico e poi giù, prendendo velocità, dritto per dritto ci si scontra con il paesaggio. Ripercorro il paese attraverso tutti i percorsi possibili, via Circonvallazione, i contorni di Guilmi, i suoi margini estremi, un girotondo tra le case e le vite delle persone, la biblioteca comunale, il bar di Pino, di nuovo verso l’ingresso, la sala polivalente, la torre dell’acqua, di nuovo, giro e rigiro, entro dentro… Cerco la pace, trovo la pace.

Il paesaggio visibile al di là dei confini guilmesi a confronto con la misura di una persona è assai sconcertante, sarà che sono abituata ai paesaggi marittimi, quelli che guardi e alla fine restano fissi, immutabili, una distesa di blu e basta, l’orizzonte… In montagna è diverso, la valle con cui ti confronti divide perfettamente la terra dal cielo, la profondità è evidente, l’altezza, tutto ciò che il mare nasconde la montagna lo rivela:  le case, le strade, i campi infiniti, i colori, tantissimi, che vanno a definire altre realtà, altre vite, altre cose che non conosci, ma che puoi provare ad immaginare. Ogni cosa genera differenza, specie in notturna, quando arrivano le stelle e puoi confonderle con le luci delle case, con la luce che ogni persona genera per il semplice fatto di esistere.

La sensazione più evidente che posso avere di fronte a questa visione è di un universo che sembra fatto apposta per questo, per noi persone, soggetti sensibili e che qui rifuggono dall’inconcepibile asfissia della città, vivendo una quotidianità densa e intensa, più che altro reale, concreta, umana, dove ognuno è padrone del suo tempo.

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Tra questi incastri di tempo e spazio che Guilmi offre, si insinuano nuovi e vecchi gappisti, come ogni anno da otto anni, tra luglio e agosto si svolge GuilmiArtProject.

Il paesaggio oltre ad un’infinità di dati sensibili, porta con sé anche le persone, i miei nuovi, cari amici guilmesi, persone reali, concrete, un circuito aperto di storie umane, di presente che si consuma e si spende e di cui tutti, nessuno escluso, entra a farne parte. Qui il gruppo di GAP non solo è accettato, ma è completamente inglobato e legato a questa realtà.

Una delle prime persone che ho conosciuto è stato il piccolo Matteo (5 anni), che abita proprio di fronte alla casa di Lucia e Federico, ogni giorno impegnatissimo nella sua grande impresa di ristrutturazione e riqualifica di via Italia, qui fra le due case, dove alcune mattonelle si sono staccate, via via con il tempo, e ad oggi risultano semplicemente appoggiate fra le altre. Le intenzioni di Matteo sono serissime: bisogna scavare, fare il cemento e ricollocarle come si deve. Teresa, la mamma di Lucia, mi ha spiegato che quando nasce un bambino a Guilmi, il prete fa suonare le campane a festa, essendo un evento a volte raro. Oggi i bambini del paese sono circa venti.

Noi ci alterniamo e saltiamo come funamboli tra le vite di tutti passando dai piccoli ai grandi e ai più grandi ancora.

Funamboli, laprimavoltadidanielasuigonfiabiliun paragone non del tutto casuale, qualcuno lo sa bene, considerando che ad un certo punto è arrivata Daniela Pitrè con la sua slackline, per tutti semplicemente la corda, installata in vari punti del paese, che ha dato il via ad una vera e propria apertura, un varco, una possibilità concreta per interagire e creare legami con le persone del paese. La corda è stata il prolungamento del corpo di Daniela che con lei si spostava un po’ ovunque. Ambitissima, tra i più, conquistava i piccoli di giorno e i giovani guilmesi di notte.

A proposito di giovani guilmesi – i giovani a Guilmi sono difficilmente reperibili in giornata, per via dell’intensa vita notturna che svolgono tra il Bar di Bruna, gestito alla sera da Paolo (il figlio di Bruna) e i giardinetti del paese. Al bar ci si alterna tra tornei di biliardino e partite a carte come se non ci fosse un domani e la Peroni è distribuita direttamente a secchiate. Così, anche noi ci siamo allineati su questa frequenza e uno degli appuntamenti fissi del soggiorno guilmese è diventato proprio quello con i ragazzi, passando tutta la notte tra il bar e i giardini, tra il biliardino, la corda e sessioni ossessive di disegno collettivo.

Nel frattempo, ogni giorno c’era qualcosa di nuovo e di interessante da fare, con Eleonora Racciatti abbiamo lavorato alla grafica per la mostra delle Città Visibili, una mostra tra Guilmi e Carpineto Sinello. Per cinque giorni si svolto il laboratorio di Andrea Melò, con l’assistenza di Francesco e Valentina, dove sia i gappisti che i guilmesi sono stati iniziati all’interessantissima quanto spettacolare pratica della fusione dell’alluminio. Nel frattempo, c’è stata la presentazione del lavoro di Matteo Coluccia durante il primo incontro della Nuova Didattica Popolare 2015 di Pietro Gaglianò.

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Il giorno dopo e per qualche altro ancora, abbiamo fatto gruppo e abbiamo invaso il laboratorio di serigrafia di Luca Bruno a Rocca e così sono arrivate anche le magliette della Nuova Didattica Popolare e dell’artista in residenza, Elena Mazzi. A Rocca, abbiamo conosciuto la nonna di Luca che ci ha regalato i pomodori più buoni che avessimo mai mangiato. In realtà, i guilmesi ci hanno letteralmente viziato con i doni alimentari, dal pane alle verdure, per non parlare delle incredibili torte di Teresa e di quella che la madre di Eleonora ha preparato per noi.

Dal secondo incontro della didattica io, Daniela ed Eleonora ci siamo occupate della vendita delle magliette e del tesseramento, introdotto proprio quest’anno per raccogliere fondi a sostegno di GAP che è e resta un progetto che non prevede finanziamenti, sostenuto dal basso, un’associazione che ha bisogno di evolversi, incamerare altre persone. GAP è una cosa di tutti che sta all’interno di Guilmi, dietro c’è un grande sforzo ed è necessario che le persone lo comprendano.

Daniela e Simona indispensabili con il tesseramento 2015 a GuilmiArtProject, durante l'inaugurazione di Avanzi di Elena Mazzi

Intanto il flusso continua, tutti noi ne facciamo parte, e cresce il desiderio di restare, qui, a Guilmi, dove tutti diventano produttori e consumatori, tutti partecipano attivamente alla creazione e formazione di un’ arte capace di accogliere e agglomerare le persone per rispondere alla sua nobile funzione pubblica, politica e sociale, uno dei temi più ribaditi da Pietro durante la Nuova Didattica Popolare.

Il giorno dopo la festa continua e arriva l’attesissima presentazione del lavoro di Elena Mazzi, che fluisce letteralmente attraverso il paese con le sue bellissime storie interpretate da Plinio e si conclude in bellezza tra canti e balli al bar di Pino. In serata, gappisti, guilmesi e ospiti vari si riuniscono come ogni anno per la festa conclusiva della residenza alla Fonte del Paradiso. Arriva anche la festa della Ventricina del 14 agosto, per i guilmesi l’evento più importante dell’anno, noi siamo così pieni di energia che quasi dimentichiamo che l’indomani si parte.

Ci aspetta un’ultima notte a Guilmi con i ragazzi, ancora tra il bar di Bruna e i giardinetti, ci intratteniamo con qualsiasi cosa nella speranza che il tempo si fermi, ma il mattino non ci risparmia nemmeno il 15 di agosto e arriva, purtroppo, il momento dei saluti. È difficile dire ciao, ci vediamo presto, ci rivedremo ancora, non so se ci rivedremo. Nei luoghi in cui saremo domani non ci saranno le bellissime persone che abbiamo conosciuto a Guilmi.

''orainizioasaltare''

Torniamo in casa vacanze così, tra questo vuoto che si è generato, io dormo qualche ora e poi parto. In macchina, verso Vasto, quando ormai siamo lontani dal paese, si imbocca un’uscita sbagliata e ci ritroviamo in risalita verso Guilmi, risalendo e andando via allo stesso tempo, capisco che resterò profondamente legata a questi luoghi e alle persone che ho conosciuto e spero intensamente che sia stato importante per tutti, come per noi.

Crediti fotografici: Simona di Giovanni, Daniela Pitrè, Andras Calamandrei

raccolta differenziata

Quello che un aggiornamento, per quanto accurato, fatica a documentare, è la routine quotidiana di GuilmiArtProject, con tutte le randomicità non previste da una narrazione lineare.

Ad esempio, la nonchalance di Pietro Gaglianò, che impossibilitato ad attuare una sensata raccolta differenziata nel suo buon ritiro, viene a buttare i rifiuti in via Italia, nel bel mezzo di un proficuo browsing con Juan Pablo Macias.

Macias Gagliano Bacci1 Macias Gagliano Bacci2 Macias Gagliano Bacci3

Oppure una piacevole interruzione del lavoro intellettuale, che a Guilmi avviene in strada, per l’arrivo di nuovi amici

Preistorico In(n)umano

Preistorico In(n)umano di Juan Pablo Macías
13 agosto 2014, ore 18.00
esterno, La Pitech, via Italia 26, Guilmi

Si conclude il 13 agosto, con la presentazione del progetto finale, la residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject.

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Incuriositi dalla tendenza alla scrittura dell’artista messicano,dalle sue operazioni di riattivazione e corto circuito d’archivi e biblioteche, quest’anno GuilmiArtProject ospita per la prima volta un artista internazionale. Nel corso della ricognizione a fine maggio, egli ha avuto modo di sovrapporre al tessuto reale di Guilmi, un piccolo comune dell’Abruzzo, la propria griglia astratta di ragionamenti su dinamiche e rappresentazioni umane, sociali e politiche e sulla possibilità di rilevare paradossi nei processi istituzionali, in particolare sulla concezione dello spazio inteso come proprietà privata. Il lavoro svolto in paese parte da queste premesse generali e si concretizza in seguito ad un’ulteriore verifica nella scala ridotta della micro realtà abruzzese, con le proprie peculiarità storiche e contingenze contemporanee. Dotato di un alto grado d’urbanità, Macías trasforma scomodi assunti di resistenza al sistema in atti poetici, domestici, eppure puntuali e potenti. Il titolo del suo intervento a Guilmi, Preistorico In(n)umano, contempla una possibilità di salvezza: un atto brutale di rasa al suolo delle cattedrali d’indottrinamento conformista e di un auspicato azzeramento della storia. Tale ritorno al primordiale risuona nella doppia consonante (In(n)umano), la cui scrittura rivendica un’idioma volutamente espressionista, come antitesi all’asetticità e all’appiattimento di una lingua globalizzata e semanticamente svuotata.

Per Juan Pablo Macías la residenza a GuilmiArtProject rappresenta inoltre l’occasione di poter continuare il progetto Tiempo Muerto, un giornale di cui è editore dal 2012, pensato come piattaforma di ragionamenti e di riappropriazione di un tempo che la società dell’economia di mercato considera “morto”, perchè slegato dai processi di consumo collettivi. Tiempo Muerto è stato presentato in importanti spazi espositivi quali il Kunstraum München, il MUCA-Roma di Città del Messico, lo Studio Gennai di Pisa, da Tranzitdisplay a Praga e all’interno della mostra collettiva Altars of Madness (2013) tenutasi al Casino Luxembourg e al Confort Moderne a Poitiers.

La presentazione finale di Juan Pablo Macías sarà seguita da un’interpretazione edibile del progetto da parte di Andrea D’Amore. A completare l’articolazione del programma annuale di GuilmiArtProject ci saranno gli appuntamenti del 9, 11 e 12 agosto con la Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò. Il GAP-lab radiofonico L’amore ai tempi di Guilmi di Tiziano BoniniIlaria Gadenz e Carola Haupt, tra il 9 e il 14 agosto. Un ulteriore GAP-lab dedicato alla realizzazione di set fotografici per Fern Blossom, con la coordinazione generale di Federica Berardi.

Juan Pablo Macías (Puebla, Messico, 1974). Lavora in Messico e internazionalmente dalla fine degli anni Novanta come artista, autore e curatore. Studia semiotica in Messico e a Madrid e nel 2005 prende parte alla residenza Antonio Ratti a Como. Principali progetti individuali 2014 – 2010: 2013 – History of the universe in twenty minutes, Kunstraum München, Monaco (Germania); Tiempo Muerto: Burial of a copyright infringement (performance)Tranzitdisplay, Praga (Repubblica Ceca), 2012- Tiempo Muerto: Then the handwriting may be read upon the wall, Kunstraum München Monaco; Tiempo Muerto: Economías del Deseo, MUCA-ROMA, Città del Messico; Tiempo Muerto: On Production, Inscription and Desire, Studio Gennai, Pisa. 2010 – PortaA Certain Lack of Coherence, Porto (Portogallo).

Principali mostre collettive 2014 – 2010:2014 –Atwork Lettera 27. Donwahl Foundation for Conetmporary Art, Abidjan (CI); Zona Maco Sur, Città del Messico (Messico); 2013 – El ojo en el tiempo, Obras de la Colección Adrastus, Museo Carrillo Gil, Città del Messico (Messico); Apologia. Museo del Marmo, Carrara (Italia); The encyclopedia of failure. Part of the Jakarta Biennale SIASAT (Indonesia); Altars of Madness, Confort Moderne, Poitiers (Francia); Altars of Madness. Casino Luxembourg (Lussemburgo); 2012 –Wunderkammer. Museum Nacht, Delft (Paesi Bassi); Prospectus: Escuela Moderna, Karmelo Bermejo, Nicoletta Braga, Democracia, Juan Pablo Macías, Santiago Sierra, Alain Urrutia, Cantieri d’Arte 7a Edizione, Viterbo; Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Musée dʼArt Moderne de la Ville de Paris (Francia) 2011 – Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Museo Amparo, Puebla (Messico); Il Buon Vicino, REACT, Livorno; antes / después. Caja Blanca. 2010 – Espectrografías, Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico; Superficies del Deseo,  Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico.

http://juanpablomacias.tumblr.com/

A cura di Federico Bacci e Lucia Giardino

Con il patrocinio del Comune di Guilmi

MEDITERRANEO

Andate su questo link per riscoprire virtualmente il potere delle nuvole, chè a Firenze spesso ce ne dimentichiamo, a meno che non si abiti sull’Arno e sia una di quelle giornate di cambio stagione. Dobbiamo quindi prendere un aereo o andare a Guilmi, sul terrazzo di GAP;-) per ricordarci quanto sia possente il cielo!

cieli guilmi

Passato il primo stupore continuate a navigare nel sito di Heretique Design, perchè potrebbe offrirvi sorpese inaspettate, come queste qui sotto (vedi foto), che mi forniscono la scusa per proporvi un gioco.

GIOCO a PREMI

riservato ai soli

GUILMESI

***Gli artisti con la cittadinanza onoraria sono ammessi a partecipare solo allo scadere di 5 anni dall’acquisizione della stessa***

Chi sono i 4 personaggi nella foto?
– Puoi nominarli singolarmente (a partire da quelli vestiti e da sinistra)?
– e in gruppo?

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al vincitore andrà una copia cartacea di APPUNTI E RIFLESSIONI / NOTAS Y REFLEXIONES, il cui # 2, Mediterraneo, che contiene, tra le altre cose, una riconsiderazione del progetto per Guilmi di Marco Mazzoni, che nel 2009 spogliò San Nicola e lo affidò a un gruppo di donne temerarie per ricamarne le nudità e gli orpelli.

Un premio speciale andrà a chi riconoscerà la persona urlante sullo sfondo. Il premio speciale sarà valido fino a quando questa verrà a Guilmi (quindi l’aiuto è che nessun guilmese l’ha mai vista direttamente finora). Il premio consisterà in una maglietta costumabile di GuilmiArtProject!

Mediterraneo si avvale anche della collaborazione di Pietro Gaglianò, che era presente anche nel primo numero di APPUNTI E RIFLESSIONI / NOTAS Y REFLEXIONES. Mi piace rimalcarlo perchè è meglio battere il ferro finché è caldo, anche se credo che la fiamma si Pietro si spegnerà tardi – semmai dovesse spegnersi…

Se non vincete o non siete guilmesi, ma desiderate comunque la versione cartacea di Mediterraneo, seguite quest’ennesimo link.

Grazie a Francesco Ozzola per averci invitato ripensare il Mediterraneo con lui  e con Controcarretta della speranza, Nurten Ozkoray, Antonia Alampi, Giulia Gonfiantini, Michelangelo Consani, Daniele Ognibene, Giacomo Costa, Marco Mazzoni / Lucia Giardino, Elena El Asmar / Pietro Gaglianò, Galleria occupata, Love Difference

W i mari del sud!!!

Programma 2013

Tenetevi forte, quest’anno piatto ricco a GuilmiArtProject!

LE DATE

25 luglio – 14 agosto
workshop di Alessandro Carboni per over 65; workshop di Francesco Eppesteingher per under 25; workshop delle “bottiglie”

3 – 16 agosto
illuminazione della torre dell’acqua
8, 9, 12 agosto, h. 21.00
Didattica Popolare di Pietro Gaglianò
13 AGOSTO
presentazione di fine residenza di Fabrizio Prevedello

a seguire
LA FESTA con Amigo Mio e Santo Johnny

DETTAGLI

Abbiamo due residenti nell’estate 2013: un artista, Fabrizio Prevedello e un critico-curatore, Pietro Gaglianò.

Fabrizio Prevedello, scultore di formazione, residente nel luogo ideale delle apuane, mischia in maniera virtuosa materiali quali marmi, ferri, ardesia, cemento, facendo emergere da questi le contraddizioni dell’intervento umano su quello naturale. Lasciandoci irretire dall’asciutezza e dall’efficacia del suo linguaggio che ritiene una poeticità estrema, abbiamo invitato Fabrizio a rileggere i nostri paesaggi ed i suoi insediamenti con gli occhi di chi è abituato a ben altri tipi di monti e di costruzioni, rispetto a quelli abruzzesi. Fabrizio, che ha già avuto modo di fare una ricognizione in situ a metà maggio, è fatto di scorza dura, chissà come sarà il confronto finale con gli elementi guilmesi…

Sopralluogo di Fabrizio Prevedello a Guilmi, maggio 2013
Sopralluogo di Fabrizio Prevedello a Guilmi, maggio 2013

Pietro Gaglianò si occupa da tempo di temi caldi dell’arte contemporanea, quali questioni partecipative e di responsabilità dell’artista. Molto versato alla didattica, che esplica sia tradizionalmente, in lezioni universitarie, che con formati più leggeri quali tavole rotonde, presentazioni, conferenze, Pietro è stato invitato a Guilmi proprio per la sua capacità comunicativa con la quale ci intratterrà per 3 serate, in programma come Didattica Popolare. Non vi aspettate lezioni frontali: il pubblico sarà chiamato ad essere reattivo a ciò che egli metterà in campo, per aprire un varco nel fortino dell’arte (ahimè! spesso a ragione e per colpa del suo stesso sistema, l’arte contemporanea specialmente, è percepita come un fortino inespugnabile…)…. Andiamo avanti. Le lezioni si svolgeranno in 3 piazze distinte, due delle quali, Piazza del Torrione e Largo Meridione sono particolare fonte d’orgoglio per il comune di Guilmi, che le ha appena restaurate e ripavimentate. L’ultimo incontro con Pietro Gaglianò si terrà in Piazza Italia, la piazza centrale del paese.

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Pietro Gaglianò taglia il millefoglie di Giorgio come rito inaugurale della residenza 2013

Consideriamo Pietro Gaglianò come un vero e proprio residente per l’estate del 2013.  Ciò che chiediamo ai residenti è una rilettura trasversale del territorio guilmese, che di solito appartiene a chi, come l’artista, abbia una visione non conforme della realtà. Ci sembra che Pietro Gaglianò, che in genere plasma il concetto invece che la materia, possa offrirci tale rilettura. Con le lezioni di Didattica Popolare, egli sarà la miccia e il vettore di una serie di riflessioni collettive sull’arte e sull’esperienza, di cui modulerà il ritmo. Con interrogazioni, come a scuola, ma senza voti, Pietro accompagnerà il pubblico  verso inaspettate modalità di conoscenza.

3 workshop di varia natura:

– uno dedicato agli over 65 tenuto dal super-prof. ormai ospite consolidato e dall’anno scorso, cittadino onorario di Guilmi, Alessandro Carboni. Non siamo ancora informati sul contenuto del workshop. Forse un altro passo del re-mapping del paese, dopo che l’anno scorso Carboni si è fatto scorrazzare per panchine, giardinetti, fiumi e laghi, con la scusa di mappature alternative da parte di adolescenti molto intraprendenti!

– un secondo riservato agli under 25, tenuto da un altro ospite fisso, Francesco Eppestaingher, sarà un breve ma intensivo laboratorio di grafica. Il laboratorio si concluderà con la stampa serigrafica delle magliette  da parte dei partecipanti al workshop.

nell’ultimo workshop i guilmesi non saranno discenti, ma agenti! Il workshop delle “bottiglie” è infatti rivolto agli ospiti che verranno a visitarci e che avranno occasione di prodursi da soli, sotto la guida esperta di alcune famiglie guilmesi, le tanto agognate bottiglie di pomodoro. Quando in Abruzzo si fanno le bottiglie si preparano la conserva e i pelati per l’anno a venire. La caratteristica della tipica conserva e dei pelati guilmesi rispetto a quelli di altri paesi è che il pomodoro non viene precedentemente cucinato, cotto o sbollentato, ma viene imbottigliato o imbarattolato  crudo, con al massimo una punta di sale e/o una foglia di basilico intera, di quelle larghe una spanna. E poi dimenticate gli insipidi pomodori pallidi e mollicci delle regioni del centro nord; qui si usano dei frutti pesanti che si spellano a mano e che restano intatti, pieni di succo. Che buoni! Da bambini non vedevamo l’ora di fare le bottoglie, per mangiarne a morsi, senza tregua! Oggi non facciamo più un viaggio dall’Abruzzo alla Toscana senza portare via un’ampia scorta di bottiglie, di cui spesso omaggiamo anche chi entra nelle nostre grazie. Negli anni passati molti degli ospiti di GAP le hanno apprezzate e hanno chiesto dove comprarle, per cui abbiamo pensato di offrire loro un workshop ad agosto per farsele da soli. Con questa scusa i villeggianti avranno anche l’opportunità di conoscere meglio gli autoctoni e di conformarsi maggiormente alla vita del paese.
Le date esatte di quest’ultimo workshop verranno comunicate in seguito, causa imprevedibilità della disponibilità della materia prima. A luglio inoltrato cominceremo a registrare gli iscritti (sa va sans dire che il tutto è gratuito!)

Come al solito, ma con un enfasi diversa, mettereremo i riflettori sulla torre dell’acqua, anzi letteralmente sotto la torre.

Anche quest’anno il 12 agosto prenderemo parte Passeggiata Ecologica, l’appuntamento consolidato dell’estate guilmese a cura della Proloco,  che si conclude con un lauto pranzo sotto la quercia della Madonnina. Forse qui rincontreremo Emanuela Ascari e ci sarà una sorpresa da parte del comune di Guilmi.

Dopo la presentazione di Fabrizio Prevedello, il 13 agosto, come al solito concluderemo in bellezza con la cena e la festa, movimentata dai dj Amigo Mio e Santo Johny + 2 special guests 2013.

Questo è poco meno di quello che abbiamo definito finora. Date, orari, location e contenuti puntuali, verranno forniti via via da GuilmiArtProject.

Enrico Bellano, cameraman RAI TG1

Immagine 2Dal 21 luglio al 16 agosto 2013 Guilmi ospita nella Sala Consiliare del Comune, un evento importante che l’immette di diritto tra le tappe estive obbligate nell’entroterra del Vastese.  La mostra è stata possibile grazie alla sinergia di forze di Eleonardo Giardino e dell’assessore Virginia De Santo, con la collaborazione di tutto il comune di Guilmi. Come si può facilmente intuire dall’estensione temporale dell’evento, non si tratta dell’ennesima sagra, ma di una mostra di fotografia dedicata alle immagini di reportage di Enrico Bellano, cameraman RAI TG1. Il titolo della mostra è “Immagini che dicono!…”, ma io preferisco di gran lunga Enrico Bellano, cameraman RAI TG1, perchè quel nome, seguito dalla specifica della professione, ha in sè una valenza etica e di presenza sul posto, che l’altro titolo non rende. Insieme ad immagini drammatiche nei luoghi di guerra del contemporaneo, ci sono dei paesaggi bellissimi in mostra e anche scene di vita quotidiana che rivelano che Bellano per Guilmi ha attinto dal suo archivio privato. E noi gliene siamo grati!

valle del wakhan lungo l'antica via della seta che porta in
Enrico Bellano valle del wakhan lungo l’antica via della seta, 2008 ©
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Enrico Bellano, Afghanistan, 2008 ©

A proposito dell’ennesima sagra… paradossalmente la PRIMA e UNICA vera sagra della ventricina nel mondo, quella di Guilmi, è l’ultima in calendario di tutte quelle nate come funghi negli ultimi anni in Abruzzo. Infatti Guilmi rimane fedele alla linea e non anticipa l’appuntamento annuale, perchè non teme confronti. Non fatevi ingannare quindi, pazientate fino al 14 agosto per godervi appieno il salume guilmese e venite presto nel pomeriggio, così vi gustate anche la mostra. Qui un assaggio.

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Enrico Bellano, Afghanistan faisabad, 2008 ©

Questa qui sotto sembra un Michetti!

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Enrico Bellano, Afghanistan la valle del Wakhan, 2008 ©

e una delle mie preferite…

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Enrico Bellaano, Nassirya 2, 2008 ©

Guilmi in Asia con Alessandro Carboni

Alessandro Carboni è ancora una volta in Asia, dove continua la sua ricerca comparativa tra paesaggi apparentemente agli antipodi, eppure così tangenti. Il 25 febbraio aprirà una mostra riassuntiva delle sue sue tappe italiane (Val D’Aosta, Sardegna e Abruzzo, Guilmi in particolare) alla School of Architecture della Chinese University di Hong Kong, grazie al supporto dell’Istituto di Cultura Italiano e il Consolato Generale d’Italia nella stessa città. La mostra chiuderà l’8 marzo (per chi avesse la fortuna di trovarsi di passaggio in Cina in quel periodo) e presenterà molti dei materiali familiari a coloro che erano presenti a Guilmi nell’estate 2010. Tra questi ci sarà il  materiale documentativo della performance “delle lampade” e molti ritratti dei “prestatori” guilmesi (“Rethinking Human Energies”). Aspettiamo fotografie documentative dell’allestimento. Alla mostra si affiancheranno giornate di studi, secondo il programma che riportiamo sotto integralmente, insieme al poster dell’evento e il comunicato stampa.

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Italian Landscape Practices
exhibition by Alessandro Carboni
25 febbraio 08 – marzo 2013
School of Architecture, Chinese University of Hong Kong
Passare dai remoti paesaggi rurali a Hong Kong può creare un certo straniamento nel viaggiato retipo del XXI secolo. Ma può anche essere importante per delineare le linee guida di un metodo alternativo di lavoro, per esempio un nuovo trattato di geografia, che permetta di individuare le insolite somiglianze, le tensioni impreviste e gli attriti che possono sorgere solo con il confronto di realtà agli antipodi tra loro. Italian Landscape Practice è una raccolta di foto, video e testi di Alessandro Carboni. L’artista ha esplorato gli stupefacenti paesaggi italiani in tre differenti regioni: Abruzzo, Valle d’Aosta e Sardegna. In ciascuna di esse l’artista ha sviluppato progetti interdisciplinari focalizzati su particolari aspetti del patrimonio culturale, dall’ambiente alle persone, dall’agricoltura all’architettura, ecc…

Programma
Inaugurazione 25 febbraio ore 18
Conferenza –  2 marzo ore 10
From Space to Place: landscape and art practice
Alessandro Carboni incontra cittadini, artisti, architetti e ricercatori di Hong Kong. In Valle d’Aosta (2012), Carboni, ha condotto un’esplorazione interdisciplinare sulle Alpi Italiane descrivendo i territori geografici, i ghiacciai, le rive dei fiumi ecc… La sua ricerca si è focalizzata sul ciclo dell’acqua, i suoi vari stadi e le trasformazioni. In Abruzzo (2010), l’artista ha sviluppato il progetto “Rethinking Human Energies”: si è concentrato sul concetto di “energia umana” in relazione al processo di inarrestabile calo demografico in atto in un piccolo villaggio rurale, Guilmi. La ricerca è stata realizzata in più fasi tra cui azioni performative in aree urbane e rurali, incontri diretti, workshop e opere collettive di installazioni in collaborazione con gli abitanti locali.
In Sardegna (2009), Alessandro, ha lavorato al progetto “Furriadroxius” con gli abitanti di Malfatano, gli ultimi rappresentanti di una comunità invisibile, che vive di pastorizia e artigianato, e dello scambio reciproco di beni di prima necessità, con ritmi e regole piuttosto insolite. Gli ambienti in cui le persone vivono, gli strumenti del loro lavoro, il contesto visivo e uditivo che li circonda, sono diventati il materiale narrativo per un’indagine interdisciplinare e opere d’arte sul territorio rurale.

I progetti descritti fanno parte di Overlapping Discrete Boundaries, progetto interdisciplinare di Alessandro Carboni incentrato da una parte su un’analisi obiettiva del contesto urbano e, dall’altra, sul rapporto intimo e personale tra l’osservatore e l’ambiente percepito. Overlapping Discrete Boundaries è stata realizzato a partire dal 2010, attraverso un programma di residenza creativa che ha toccato diverse città asiatiche ed europee. Alessandro Carboni focalizza la sua ricerca sul coinvolgimento di molteplici settori che attingono da studi sia teorici che pratici. La sua esperienza, maturata come artista visivo e performer, si concentra sul corpo e la sua relazione con lo spazio. Le sue pratiche si sono consolidate nel corso degli anni attraverso un metodo che si avvicina a percorsi simili nel campo delle scienze (in particolare alcune delle ricerche svolte in architettura, geografia urbana, processi cognitivi e teoria dei sistemi complessi). Negli ultimi anni, ha sviluppato diversi progetti, mostre e performance in festival, musei e gallerie in Europa, USA, Hong Kong, India e Cina. La sua pratica si esprime anche attraverso il progetto di ricerca Complex Body Network. Recentemente ha presentato la performance Learning Curves, Kaitak River, alla XIII Biennale di Architettura a Venezia. Alessandro Carboni è cofondatore
di Formati Sensibili Art& Science Mashups, una casa di produzione indipendente che promuove la ricerca artistica e scientifica.

Progetto di: Alessandro Carboni http://www.progressivearchive.com
Produzione: Formati Sensibili art&
science mashups http://www.formatisensibili.it
Con il supporto di Italian Cultural Institute e Consulate General of Italy in Hong Kong. In collaborazione con Formati Sensibili e the School of Architecture of the Chinese University of Hong Kong

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con:
Lucia Giardino e Federico Bacci, GAPGuilmiArtProject
Comune di Guilmi, (CH)
Riccardo Mantelli, Aosta
Margherita Zanardi, Cagliari
LaDU Laboratorio
densità Urbana, Cagliari
Dipartimento Architettura e Ingegneria, Università di Cagliari
Wallace Chang, School of Architecture, Hong Kong
Segreteria Organizzativa: Cristina Gervasi
Contatti: acarboni.promo@gmail.com
Le attività di Alessandro Carboni sono supportate da Formati Sensibili, una casa di produzione indipendente per la ricerca artistica e scientifica. Le attività sono indirizzate al sostegno e alla promozione di progetti innovativi che spaziano in varie direzioni: dall’arte alla scienza, dal paesaggio all’architettura passando per i progetti di formazione. Si occupa inoltre di educazione interculturale e di scambi giovanili nell’ambito della mobilità europea per i giovani. Formati Sensibili è animato da un team costituito da professionisti che, operando in sinergia con studiosi, artisti e scienziati, educatori, collettivi, aziende e laboratori di ricerca, si occupano della realizzazione di prodotti innovativi e di qualità, a partire dal loro studio e progettazione fino alla loro produzione e postproduzione.
Formati Sensibili è registrata come Associazione di Promozione Sociale.