Guilmi around the world

Felicissimi di avere ancora l’opportunità di raccontare di Guilmi. Dopo inviti in ordine sparso di cui si diceva al post precedente, il 6 ottobre saremo a Le Murate di Firenze, uno progetto variegato che ruota intorno l’arte contemporanea, con uno spazio invidiabile per residenze teatrali e di arte visiva, con bar, libreria, ristorantino, spazio riviste e spazio mostre, due piazze pedonali etc etc… una piccola Guilmi, insomma. Guilmi si deve solo attrazzare per la libreria, ma se volete potete venire e prendere i libri a casa GAP o nella neonata biblioteca… se riuscite a cavarne le gambe dal catalogo!

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BTW, qui il comunicato de Le Murate, ci farebbe molto piacere vedervi lì!

murateIl 6 ottobre alle ore 17.30, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea presenta GuilmiArtProject (GAP),
un progetto di residenza e mediazione informale all’arte contemporanea raccontato direttamente dai suoi ideatori e da alcuni protagonisti.

“GAP nasce nel 2009 come una festa tra una ventina di amici e con l’invito a un artista-ospite a immergersi nella realtà di Guilmi, un paesino dell’Abruzzo di circa 300 anime che neanche noi conoscevamo bene, raccontano i curatori. Alla prima mostra, la piccola galleria era piena di gente, poi i progetti abbiamo iniziato a presentarli ovunque, nell’ultima edizione, persino in modalità itinerante.
Con noi la gente era dappertutto! Questo forse è il senso di GAP: il rapporto tra l’artista e la gente; la gente che aiuta con le proprie competenze, che t’invita a pranzo, che dona provviste, la gente che incontra la gente. E l’artista che ritrova il senso del lavoro”. L’appuntamento presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, attraverso la condivisione dell’esperienza di GuilmiArtProject col pubblico, propone un ripensamento del ruolo delle residenze come riappropriazione del senso del lavoro, quale condivisione e rigenerazione sociale. L’incontro introdotto e mediato da Valetina Gensini, direttore artistico di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea introdurrà Federico Bacci e Lucia Giardino, fondatori e curatori del progetto, il critico e curatore Pietro Gaglianò, dal 2013 all’interno dell’ossatura di GAP con la Nuova Didattica Popolare e gli artisti, Elena Mazzi e Nicola Toffolini, rispettivamente ospiti nelle edizioni 2015 e 2011, che avranno modo di confrontarsi sul loro operato a Guilmi e sull’evoluzione del progetto negli anni. Nicola Toffolini, attualmente in residenza a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, dove il 12 novembre pv, dedicherà un artist talk al suo lavoro in residenza rappresentando l’incontro ideale tra realtà che, in geografie diverse, puntano a delineare nuove modalità produttive ed esperienziali del mondo dell’arte.

Federico Bacci è stato regista e sceneggiatore cinematografico e autore radiofonico. Ha diretto con Nicola Guarneri e a Stefano Leone Elio Petri. Appunti su un autore (Premio Pasinetti 2005, Festival del Cinema di Venezia) distribuito da Feltrinelli Real Cinema e acquisito da Rai. Dal 2009 cura e dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e curatore. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

Lucia Giardino insegna in istituzioni accademiche internazionali. Assegna un ruolo fondamentale all’arte come strumento di mediazione e conoscenza. E’ stata Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, dove ha diretto F_AIR –Florence Artist in Residence (2011 – 2014). Dal 2009 cura e dirige GuilmiArtProject insieme a Federico Bacci.

Elena Mazzi (1984; vive e lavora a Venezia). Si forma a Siena, presso lo IUAV di Venezia e alla Royal Academy of Art di Stoccolma. Nel 2011 è San Francisco per un progetto in collaborazione con i Future Farmers (borsa Movin’up). Altre residenze da lei condotte: Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, e Viafarini, Milano. Mostre principali: Collective memory and social space, galleria Botkyrka Konsthall, Stoccolma, Letters from the sky, video art festival COP17, Durban (Africa), COMMON GROUND, projects for the Lagoon, Palazzetto Tito, Venezia (Fondazione Bevilaqua LaMasa), TRA/ARADA/IN BETWEEN, Istanbul,Mirror Project # 6, Elena Mazzi | mass age, message, mass age, Barriera Arte, Torino; EGE-European Glass Experience, mostra itinerante nei migliori musei del vetro d’Europa; partecipa alla 14° Biennale d’Architettura di Venezia e alla prima Biennale di Fittja, Stoccolma (2014). E’ una dei 5 artisti italiani presenti alla 14° Biennale di Istanbul curata Carolyn Christov-Bakargiev attualmente in corso.

Nicola Toffolini (1975. Vive e lavora a Firenze e in provincia di Udine). La sua ricerca abbraccia discipline diverse e mette in relazione disegno, design, architettura, tecnica e scienze naturali. Realizza disegni, sculture, installazioni e interventi ambientali integrando materiali artificiali e tecnologia con elementi di origine naturale, condizionandone gli equilibri. Parallelamente dal 2001 con Eva Geatti conduce Cosmesi, progetto performativo e teatrale. Mostre personali e collettive successive al 2011: Premio Fondazione VAF VI (Palazzo della Penna, Perugia; Stadtgalerie, Kiel, Germania; Schauwerk Sindelfingen, Sindelfingen, Germania); ARTSIDERS, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia; Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a Kentridge, Musei Comunali, Rimini; Drawing Now Paris 8 – le salon du dessin contemporain, Le Carreau Du Temple, Parigi, Francia; 1:1, D406, Modena; Nootka, Squadro, Bologna. L’ultima produzione teatrale di Cosmesi DI NATURA VIOLENTA, Col fervore del sale, è stata presentata ad ATELIERSI, Bologna, realizzata nell’ambito della residenza a CENTRALE FIES, Dro (giugno 2015). Dal 2014 Nicola Toffolini è in residenza presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze.

Martedì 6 ottobre ore 18.80 Piazza delle Murate, 

logo_muratepac1Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Per info Tel: +39 055 2476873
Mail: info.pac@muse.comune.fi.it
Ingresso libero

Juan Pablo Macias – BAS abroad

Sembrano due momenti dello scorso anno, quando avevamo in residenza Juan Pablo Macias, che si adoperava alla realizzazione della Banca Autonoma dei Sementi Liberi da Usura. Invece le foto di seguito sono state scattate qualche giorno fa. L’artista messicano è infatti tornato a trovarci a Guilmi per dare continuità al lavoro intrapreso con Preistorico Innumano il cui obiettavo è di implementare il libero scambio dei semi, contravvenendo al monopolio imposto dalle regole economiche della macroeconomia e delle politiche di stati compiacenti.

Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi
Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi
Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi

La libera circolazione dei testi e delle idee e la loro riattivazione, è uno dei punti fermi di Juan Pablo Macias: nel progetto realizzato con noi nel 2014, egli non ha fatto altro che sostituire i semi ai testi, che circoleranno liberamente di mano in mano per essere seminati e produrre a loro volta nuovi semi.

Juan Pablo Macias, TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo), Stampa fotografica, 2014.
Juan Pablo Macias, TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo), Stampa fotografica, 2014.

L’occasione per tornare a Guilmi l’ha data la contingenza di una personale di imminente apertura alla galleria parigina Michel Rein, intitolata Word Not Text Not Law, a cura di Angeles Alonso Espinosa. Questa, insieme ad opere di nuova produzione, riproporrà il cuore pulsante e generativo del progetto abruzzese con simili modalità: lo scambio diretto dei semi, che equivale allo scambio di idee e conoscenze. Per quest’ultimo punto diventano cruciali le presenze e le testimonianze a Parigi di Federico Bacci e di Filippo Racciatti. Il primo, in qualità di curatore, lo scorso anno ha creato con l’artista dei ponti tra le comunità di contadini guilmesi e del territorio abruzzese. Il secondo è un coltivatore che da anni, in maniera silenziosa ma caparbia, cerca di resistere alle pratiche di sfruttamento e impoverimento massivo del nostro territorio. Da guilmese, Filippo Racciatti ha trovato il progetto BAS funzionale a comunicare i suoi intenti, ma anche e soprattutto il suo agire. La presenza di Filippo Racciatti a Parigi, come testimone di BAS, sarà la convalida di un progetto con risvolti reali e funzionali nel mondo protetto dell’arte contemporanea. In una sorta di corto circuito programmato, che potrebbe avere dei risvolti non programmati affatto.

Juan Pablo Macias, 2015
Juan Pablo Macias, 2015

Per chi fosse a Parigi, la mostra apre il 5 settembre 2015 e rimane aperta fino al 26 dello stesso mese. Controllate le date nel manifestino qui sotto.

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Todo Modo: l’omaggio di Firenze a Elio Petri

Come potevamo non darne notizia!

Da Todo Modo a Todo Modo
Ciclo di incontri sul cinema di Elio Petri
2-3-4 aprile – ore 18.00
Libreria Todo Modo
Via dei Fossi 15 rosso, Firenze

Todo Modo, Elio Petri
Elio Petri, Todo Modo, 1976

Il 2 Aprile, dopo circa trentanove anni, torna nelle sale Todo Modo (1976) di Elio Petri, tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.

Dopo il restauro effettuato dalla Cineteca di Bologna e la pubblicazione del film, per la prima volta in assoluto in dvd, a cura di Mustang Entertainment e distribuito da CG Entertainment, si ha finalmente la possibilità di vederlo al cinema in tutta la sua potenza immaginifica.

Il film arriva in home video il 24 marzo e torna nelle sale con una anteprima nazionale al cinema Odeon di Firenze il 2 aprile alle ore 21.00 (versione originale restaurata), parallelamente a un ciclo di 3 incontri sul cinema di Elio Petri a cura di Libreria Todo Modo (Firenze) e Associazione Indagine presso la libreria Todo Modo di Firenze dal 2 al 4 aprile 2015 (ore 18:00).

Todo Modo è uno dei più controversi film della cinematografia Italiana e segna l’ultima esperienza del duo Petri-Volontè. Da molti è indicato come il film che decreta la fine del cinema politico. Alcuni lo ricordano come anticipatore della morte di Moro, altri come un oggetto misterioso. Per Sciascia rappresentava “la conclusione del processo che Pasolini voleva fare alla classe politica democristiana e non poté fare”. Per molti era un film pericoloso che non doveva circolare.

Todo Modo è uno dei capolavori di Elio Petri, autore scomodo e osteggiato, molte volte più dalla sinistra che dalla destra, per la sua “inquieta lucidità”. Il regista ha indagato i processi di potere in tutte le sue forme, incontrando spesso problemi di censura e subendo il rifiuto da parte delle autorità competenti, ma a dispetto di questo ha ricevuto premi e fatto incassi da film da botteghino. Autore marxista che lavorava con metodi spettacolari e non si sottometteva alla rigidità stilistica e ideologica pretesa dalla critica militante, i suoi film sono il risultato dell’opera di un intellettuale che viveva criticamente nella contemporaneità, non solo nel campo cinematografico, ma anche in quello delle arti figurative, nella vita politica, nello studio della società. I suoi film sono affreschi elaborati, macchine rappresentative, di cui Todo modo è uno dei massimi esempi.

In anni recenti la cinematografia di Elio Petri è stata riletta da vari studi che la analizzano in maniera più obiettiva, meno ideologica. Al restauro fisico dei film, si aggiunge quindi il restauro del tempo, che semplifica e chiarisce molte questioni controverse affrontate del regista.

L’obiettivo degli incontri è di inserirsi in questa rilettura, analizzando la cinematografia di Elio Petri in ottica contemporanea e trasversale, con l’ausilio di semiologi, performer, critici d’arte e artisti, dando spazio a visioni anche non propriamente cinematografiche e ripartendo proprio da Todo modo, che, con le sue forti connotazioni tematiche, stilistiche e semantiche, offre la possibilità di articolazione degli incontri in tre chiavi tematiche precise, mai distinte, ma intersecatesi tra loro.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI:

2 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18:00
Incontro: Petri, Il cinema, la realtà, la critica. La visione della realtà e le sue controindicazioni, viaggio nella cinematografia di Petri e nella risposta della critica e della censura.
Intervengono: Paola Petri (moglie di Elio Petri), Federico Bacci (regista e sceneggiatore), Claudio Carabba, Gabriele Diverio, Marco Luceri, Alfredo Rossi (critici cinematografici).

Cinema Odeon ore 21:00
Proiezione del film Todo Modo, di Elio Petri – Versione originale restaurata

3 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18:00
Incontro: Il corpo della politicaRappresentazione della mimesi politica nei film di Elio Petri a confronto con altri esempi. Dalla performance alla pittura, dalla scultura al teatro, un filo ininterrotto dal passato fino ad oggi.
Intervengono: Tommaso Granelli (sociologo/semiologo/studioso della politica), Jacopo Turriti (autore di uno studio su Petri e la critica) Andrea Cortellessa (scrittore, critico letterario), Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore). Chiara Lagani (attrice della della compagnia teatrale Fanny & Alexander)

4 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18
Incontro: Petri e le arti figurative. Il Cinema di Petri raccontato attraverso l’arte, riferimenti presenze e influenze delle arti figurative nella cinematografia di Elio Petri, il loro ruolo e la loro funzione nella creazione del suo personalissimo linguaggio cinematografico.
Intervengono: Riccardo Venturi, Francesco Galluzzi (storici dell’arte), Laura Cusmà (storico del cinema).

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il ciclo di incontri “Da Todo Modo a Todo Modo” è a cura di Federico Bacci, Massimo Conti, Debora Ercoli, Lucia Giardino, Pietro Torrigiani, Maddalena Fossombroni.

Un ringraziamento speciale a Lo Schermo dell’Arte e Museo Marino Marini, Firenze.

Il film Todo Modo sarà in programmazione presso il cinema Stensen di Firenze a partire da martedì 14 aprile.

Elio Petri, Todo Modo, 1976
Elio Petri, Todo Modo, 1976

Andrea Cortellessa è nato a Roma nel 1968. Insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma Tre. Con Luca Archibugi, nel 2010 ha realizzato per RaiCinema il documentario Senza scrittori (01 distribution 2011). Per Bompiani, Adelphi, Garzanti e Feltrinelli ha curato testi di Giorgio de Chirico, Giorgio Manganelli, Elio Pagliarani, Giovanni Raboni e Luigi Di Ruscio (insieme ad Angelo Ferracuti i Romanzi nel 2014). Per L’orma editore di Roma dirige la collana di testi italiani contemporanei fuoriformato. Collabora a «doppiozero», «Tuttolibri» e ad altre testate. È nella redazione delle riviste «alfabeta2» e «il verri» e collabora ai programmi culturali di RAI-Radio Tre.

Gabriele Diverio (1981), si laurea al DAMS di Bologna con una tesi che indaga il rapporto tra Elio Petri e la critica cinematografica italiana.È direttore del Piemonte Movie gLocal Film Festival di Torino, rassegna che valorizza la produzione di cortometraggi e documentari regionali.Unisce la passione per il cinema a quella per il web e per i social network, curando gli aspetti comunicativi e promozionali di diversi film e documentari.In passato ha collaborato per i siti cinematografo.it e filmidee e scrive per ninjamarketing.it.

Pietro Gaglianò, è critico d’arte e studioso dei linguaggi della contemporaneità. Contestualmente agli studi di Architettura ha approfondito la conoscenza e l’analisi della cultura visiva contemporanea in tutti i suoi aspetti. I suoi principali campi di indagine riguardano i rapporti tra le pratiche dell’arte visiva e i sistemi teorici della performing art e del teatro di ricerca; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica.

Francesco Galluzzi, insegna Estetica e Storia del cinema nelle Accademie BB AA di Carrara e Firenze.Tra le sue pubblicazioni: Pasolini e la pittura, Roma 1994; Picasso, Firenze 1996; Vita d’artista. Picasso, Firenze 2004; Roba di cui sono fatti i sogni. Arte e scrittura nella modernità, Milano 2004; Il barocco, Roma 2005; Le avventure delle immagini. Percorsi tra arte e cinema in Italia, Chieti 2009; ha curato in collaborazione con S. Righetti e A. Finelli, “La Stanza Rossa”: Trasversalità artistiche e realtà virtuali negli anni Novanta (antologia della rivista), Milano 2007.

Tommaso Granelli è semiologo e esperto di studi sociali di tecnologia e scienza. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Semiotica a Bologna, approfondendo con metodo etnografico i temi della spazialità urbana, della percezione ambientale e riscrittura del territorio. Si occupa inoltre di cultura audiovisiva e performance contemporanea. Attualmente lavora come content designer freelance.

Chiara Lagani è autrice e attrice teatrale. Fonda la compagnia Fanny & Alexander nel 1992 insieme a Luigi De Angelis. Con Fanny & Alexander produce spettacoli teatrali, laboratori, progetti video, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni e seminari di studi, festival e rassegne, dedicandosi in particolare all’aspetto drammaturgico del lavoro. Dal 2001 la compagnia gestisce a Ravenna lo spazio di produzione, prove e laboratorio scenografico Ardis Hall e dal 2009 la struttura culturale Artificerie Almagià. Nel 2012 nasce la cooperativa E in cui confluiscono le attività artistiche di Fanny & Alexander, Menoventi e gruppo nanou. Con Fanny & Alexander è attualmente impegnata nella realizzazione del progetto “Discorsi” dedicato al discorso pubblico nei vari ambiti della vita umana.

Laura Cusmà Piccione è laureata in storia e critica delle arti, con tesi dedicata ai rapporti trà il cinema di Elio Petri e l’arte contemporanea. Tiene annualmente un cineforum per gli studenti dell’universitá degli Studi di Milano e collabora periodicamente con la facoltà di Scienze dei Beni culturali, dove tiene lezioni di approfondimento su cinema e arte contemporanea.
Attualmente lavora come giornalista per il settore arte e cultura di diversi giornali di informazione.

Jacopo Torriti (1987, Livorno). Consegue a pieni voti la Laurea triennale in Cinema al Cmt dell’Università di Pisa (anno accademico 2009-2010). Prosegue gli studi nel campo cinematografico iscrivendosi al Corso di Laurea magistrale in Discipline della musica dello spettacolo e del cinema presso l’Università di Udine con sede a Gorizia. Qui termina il suo percorso universitario con una tesi su Elio Petri dal titolo Il “Capoccione” dimenticato-l’ultimo periodo cinematografico di Elio Petri (anno accademico 2012-2013). Collabora a diversi progetti audiovisivi di amici videomakers (tra i quali Luca Bardi e Giacomo Bolzani), talvolta ricoprendo più ruoli (montatore, operatore, addetto allo storyboard ecc…); inoltre, firmandosi “Jack Towers” gestisce assieme all’amico videoartista Giulio Zannol un canale vimeo (vimeo.com/user6385992/videos), dove è possibile fruire dei suoi esperimenti di mashup video. Attualmente ricopre un ruolo consultivo presso l’Associazione Circolo del Cinema Kinoglaz di Livorno.

Riccardo Venturi è storico e critico dell’arte. Postdoctoral Fellow in Residence presso The Phillips Collection Center for the Study of Modern Art e George Washington University, Washington DC, dal 2012 è “pensionnaire” in Storia dell’arte contemporanea, XX e XXI secolo presso l’INHA (Institut national d’histoire de l’art) di Parigi, dove co-dirige tra l’altro il seminario “Ecrans exposés. Cinéma Art Contemporain Médias” e “Archéologie des médias et histoire de l’art”. Collabora con diverse riviste italiane e internazionali tra cui “Alias” (supplemento culturale de “Il Manifesto”) e “Artforum”. “Screen Tests” è il nome del suo blog su http://www.doppiozero.com

Libreria Todo Modo
Via dei Fossi 15 rosso, Firenze
libreria@todomodo.org
+39 0552399110

Cinema Odeon
Piazza Strozzi 2 Firenze
+39 055-214068
www.odeonfirenze.com

oggi WORD+MOIST PRESS siamo pronti!

Juan Pablo Macías
WORD+MOIST PRESS

10.10. – 07.11.2014
VILLA ROMANA
Via Senese 68
+39 055221654

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Nel 2009, Juan Pablo Macías (Messico, 1974) ha portato avanti una ricerca sul sapere e sui media anarchici, partendo da un provvedimento legale adottato ai danni di una delle più grandi biblioteche anarchiche dell’America Latina, nell’estate del 2009, a Città del Messico: sfratto con ordine di sequestro per il mancato pagamento dell’affitto. Dopo aver realizzato diverse opere intorno a questa biblioteca, Macías ha consultato archivi privati e statali e approfondito online, meditando sulla relazione tra sapere istituzionale e il sapere insurrezionale, e in un senso più ampio, tra sistemi di rappresentazione e affettività.

Con le sue azioni, gli interventi, la manipolazione di archivi e progetti editoriali, Juan Pablo Macías intende generare tensioni fra le istituzioni, la pratica artistica, e il campo sociale, allontanandosi dalla scialba semantica mediante la produzione di programmi che agiscono direttamente su corpi biologici, sociali ed economici.

Questo interesse per l’incontro tra la sfera sociale rappresentativa (che ha nella proprietà il suo centro gravitazionale), e il sapere insurrezionale o l’affettività, lo ha portato a esplorare il mutamento di emozioni ed elementi privi di forma in modelli di esistenza socialmente strutturati e legali che sanciscono le libertà degli individui e delle comunità, siano esse il libero accesso al sapere o la trasformazione dell’inchiostro in codici legalmente perseguibili, a titolo esemplificativo.

A Villa Romana, Juan Pablo Macías presenta il suo progetto editoriale WORD+MOIST PRESS (1) con il lancio del libro “The Anarchist Doctrine Accessible to All”, scritto nel 1925 da José Oiticica, filologo, poeta, anarchico nonché nonno dell’artista brasiliano Helio Oiticica.

Juan Pablo Macías propone di considerare il lavoro alla stregua di un materiale formale che, proprio come l’inchiostro, o qualsiasi altro medium, può servire da materia di lavoro a se stante. Nel caso specifico, Macías ha commissionato a Maíra das Neves e Kadija de Paula di Agência Transitiva (Rio di Janeiro, Brasile) la traduzione dal portoghese all’inglese di “The Anarchist Doctrine Accessible To All” di José Oiticica (prima traduzione in assoluto dell’autore in un’altra lingua), come materia di lavoro per pubblicare il volume inaugurale di WORD+MOIST PRESS; e per incidere su i muri de Villa Romana frammenti del testo tradotto.

Juan Pablo Macías usa queste incisioni, che ricordano le scritte dei carcerati sulle pareti della prigione o gli antichi graffiti, come un processo transazionale per negoziare le stratificazioni che compenetrano il suo lavoro. Il lavoro che, concepito come un’attività svolta in clandestinità o nell’intimità della casa, che negozia il suo tempo attraverso diverse mediazioni nell’ambito pubblico: con la istituzione, con la prassi/artificio d’arte e con il campo sociale. Di fatto questa traduzione nacque dal desiderio di Macías di leggere Oiticica, e dalla volontà di condividere con un pubblico più ampio questo impulso iniziale.

WORD+MOIST PRESS ha organizzato una tavola rotonda a Villa Romana (18–19 ottobre) dal titolo “Histories of Publishing”. Saranno presenti Maíra das Neves e Kadija de Paula di Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brasile), Federico Bacci (Firenze, Italia), Christopher Jones di 56a infoshop (Londra, Gran Bretagna), Massimo Mazzone (Roma, Italia) e Dott. Nicholas Thoburn (Manchester, Gran Bretagna).

(1) WORD+MOIST PRESS è un progetto editoriale di Juan Pablo Macías che pubblica libri e media fatti da umidità, carne e sangue. WORD+MOIST PRESS stampa parole che non sono testo o legge, ma fiati del passato e del presente.

Villa Romana Florenz

“Histories of Publishing” è un evento parallelo a WORD+MOIST PRESS, che si terrà presso il Padiglione nel giardino di Villa Romana. Macías ha invitato diverse persone a riflettere sul concetto di storia dell’editoria contribuendo con film, video, performance o talks. I partecipanti avranno libertà di proposta: alcuni trattando da un punto di vista giuridico il copyright e la sua storia, il copyleft e i creative commons, altri proponendo una lettura più soggettiva guardando ad alcuni temi: libri d’artista, nuovi media, editoria indipendente, bibliografia, il patrimonio culturale in Internet, la diffusione delle idee, ecc.

PROGRAMMA

Sabato, 18 Ottobre 2014

11:00 Trans(L)a(C)tions
Maíra das Neves e Kadija de Paula

13:30 Pranzo

15:00 Anti-Book: Materialities Of Communist Publishing
Dott. Nicholas Thoburn

17:00 Osvaldo: Publishing and Struggle
Federico Bacci

19:00 Aperitivo

Domenica, 19 Ottobre 2014

11:00 PRESS to PRINT to EYE to HAND to ARCHIVE:
A Small Excavation Of Radical Print Culture Through Anecdote And Example
Christopher Jones

13:00 Pranzo

15:00 Autonomous and Libertarian Productions
Massimo Mazzone

Maíra das Neves e Kadija de Paula sono artiste e traduttrici di Agência Transitiva, uno “space-vehicle” a Rio de Janeiro per le azioni e gli studi non convenzionali su arte, politica e storia delle idee.

Federico Bacci ha un passato che spesso ritorna. È stato regista cinematografico, documentarista, sceneggiatore e autore radiofonico. Dal 2009, insieme a Lucia Giardino è curatore di GuilmiArtProject, un programma di residenze in Abruzzo.

Christopher Jones fa parte del 56a Infoshop radical social centre a Londra ed è membro del gruppo di attivisti politici e sound artist Ultra-red.

Massimo Mazzone è artista e attivista. Porta avanti una ricerca basata sui rapporti storici tra corpo, scultura e architettura, ovvero sulla scultura sociale. Egli è il portavoce del gruppo internazionale di studio Escuela Moderna/Ateneo Libertario.

Dott. Nicholas Thoburn ha all’attivo pubblicazioni sull’estetica dei media, teoria culturale e politica. È autore del libro “Deleuze, Marx and Politics” e di “Anti-Book: Material Text and the Art of Political Publishing” di prossima pubblicazione. È docente di Sociologia presso l’Università di Manchester.

And in English…

Juan Pablo Macías
WORD+MOIST PRESS

10.10. – 07.11.2014

You and your friends are cordially invited
to the opening on Friday, October 10 at 7 pm.

Juan Pablo Macías has carried since 2009 a research on anarchist knowledge and media, departing from a legal situation that surrounded one of the largest anarchist libraries in Latin America, evicted with a seizure order for back rent in the summer of 2009 in Mexico City. After several works around this library, he has been researching papers, state and private archives, the Internet, pondering on the relation between power knowledge and insurrectional knowledge, and in a broader sense, between systems of representation and affectivity.

This interest in the encounter of the social representational realm (property being its gravitational center), and insurrectional knowledge or affectivity, has taken him to question the transformation of formless affections or elements, into socially structured and legal forms of existence that determine the liberties of individuals and communities, be it the free access to knowledge, or the becoming of ink into codes susceptible of lawful punishment, for an example.

In Villa Romana he is making the formal presentation of his editorial project WORD+MOIST PRESS(1) which launches its first volume “The Anarchist Doctrine Accessible to All”, written in 1925 by José Oiticica – philologist, poet, anarchist and grandfather of the Brazilian artist Helio Oiticica.

Macías’ proposal consists in recognizing labor as a formal material that serves as any other media, ink for an example, to use as labor material for itself. In this case, he has commissioned the translation from Portuguese to English of “The Anarchist Doctrine Accessible to All” (the first translation of this author to any other language), to Maíra das Neves and Kadija de Paula, members of Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brazil), as the material element for publishing the inaugural volume of WORD+MOIST PRESS, and for inscribing the translated text directly onto the walls of Villa Romana using a hard tip object.

These inscriptions on the wall – that recall prison writings or old graffiti – serve as the transactional process by which Macías negotiates the different layers that traverse his labor. Labor, understood as an activity realized in the clandestinity or intimacy of the house, that negotiates its time with different outcomes in the public realm: the institution, art practice/artifices, the social field. Actually, this translation is born out of his desire of reading Oiticica, and consequently, of creating a broader circulation for this initial desire.

WORD+MOIST PRESS programmed a weekend of talks called “Histories of Publishing” with Maíra das Neves and Kadija de Paula from Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brazil), Federico Bacci (Florence, Italy), Christopher Jones from 56a infoshop (London, United Kindom), Massimo Mazzone (Rome, Italy) and Dr. Nicholas Thoburn (Manchester, United Kingdom).

The work of Juan Pablo Macías (Mexico, 1974), explores the relation between systems of representation and affectivity, and analogically, between power knowledge and insurrectional knowledge. With his actions, interventions, work on archives and editorial projects, he intends to cause tensions between institution, art practice and social field, abandoning flat semantics by producing programs that operate directly on the biological, social and economic bodies. His work has been shown in major art museums in Mexico and around the world.
http://juanpablomacias.tumblr.com/

(1) WORD+MOIST PRESS is an editorial project by Juan Pablo Macías, that publishes books and media that are made from moist, flesh and blood. WORD+MOIST PRESS prints words that aren’t text nor law, but just past and present mouth-mists.
_____________________________________

“Histories of Publishing” is an event parallel to WORD+MOIST PRESS, taking place at the Pavilion in the Villa’s garden. Macías invited several people to contribute freely with film, video, performance or talks, to ponder on the notion of histories of publishing. The contributors will have liberty of proposal; as an example, talking from a legal perspective about copyright and the history of copyright, or about copyleft, creative commons; others a more subjective approach talking about artist’s books, new media, autonomous publishing, bibliography, what is a book, cultural patrimony on Internet, disseminating ideas, etc.

PROGRAM

Saturday, October 18, 2014

11 am Trans(L)a(C)tions
Maíra das Neves and Kadija de Paula

1:30 pm Lunch

3 pm Anti-Book: Materialities Of Communist Publishing
Dr. Nicholas Thoburn

5 pm Osvaldo: Publishing and Struggle
Federico Bacci

7 pm Aperitif

Sunday, October 19, 2014

11 am PRESS to PRINT to EYE to HAND to ARCHIVE
A Small Excavation Of Radical Print Culture Through Anecdote And Example
Christopher Jones

1 pm Lunch

3 pm Autonomous and Libertarian Productions
Massimo Mazzone

Maíra das Neves and Kadija de Paula are artists and agents at Agência Transitiva, a space-vehicle in Rio de Janeiro for actions and non-conventional studies in art, politics, and history of ideas.

Federico Bacci has a past that often comes back. He has been cinema director, documentary filmmaker, screenwriter and radio author. Since 2009, along with Lucia Giardino he curates GuilmiArtProject, a residency program in Abruzzo.

Christopher Jones is part of the 56a infoshop radical social centre in London and a member of the political sound art group Ultra-red.

Massimo Mazzone is an artist and activist. He carries on a research based on the historic relations between body, sculpture and architecture; namely social sculpture. He is spokesman of the international study group Escuela Moderna/Ateneo Libertario.

Dr. Nicholas Thoburn has published on media aesthetics, cultural theory, and politics. He is author of “Deleuze, Marx and Politics” and the forthcoming Anti-Book: Material Text and the Art of Political Publishing. He lectures in Sociology at the University of Manchester.

With the support of Brice Delarue from Zirkumflex Berlin.

raccolta differenziata

Quello che un aggiornamento, per quanto accurato, fatica a documentare, è la routine quotidiana di GuilmiArtProject, con tutte le randomicità non previste da una narrazione lineare.

Ad esempio, la nonchalance di Pietro Gaglianò, che impossibilitato ad attuare una sensata raccolta differenziata nel suo buon ritiro, viene a buttare i rifiuti in via Italia, nel bel mezzo di un proficuo browsing con Juan Pablo Macias.

Macias Gagliano Bacci1 Macias Gagliano Bacci2 Macias Gagliano Bacci3

Oppure una piacevole interruzione del lavoro intellettuale, che a Guilmi avviene in strada, per l’arrivo di nuovi amici

Preistorico In(n)umano

Preistorico In(n)umano di Juan Pablo Macías
13 agosto 2014, ore 18.00
esterno, La Pitech, via Italia 26, Guilmi

Si conclude il 13 agosto, con la presentazione del progetto finale, la residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject.

PREISTORICO-INNUMANO_header

Incuriositi dalla tendenza alla scrittura dell’artista messicano,dalle sue operazioni di riattivazione e corto circuito d’archivi e biblioteche, quest’anno GuilmiArtProject ospita per la prima volta un artista internazionale. Nel corso della ricognizione a fine maggio, egli ha avuto modo di sovrapporre al tessuto reale di Guilmi, un piccolo comune dell’Abruzzo, la propria griglia astratta di ragionamenti su dinamiche e rappresentazioni umane, sociali e politiche e sulla possibilità di rilevare paradossi nei processi istituzionali, in particolare sulla concezione dello spazio inteso come proprietà privata. Il lavoro svolto in paese parte da queste premesse generali e si concretizza in seguito ad un’ulteriore verifica nella scala ridotta della micro realtà abruzzese, con le proprie peculiarità storiche e contingenze contemporanee. Dotato di un alto grado d’urbanità, Macías trasforma scomodi assunti di resistenza al sistema in atti poetici, domestici, eppure puntuali e potenti. Il titolo del suo intervento a Guilmi, Preistorico In(n)umano, contempla una possibilità di salvezza: un atto brutale di rasa al suolo delle cattedrali d’indottrinamento conformista e di un auspicato azzeramento della storia. Tale ritorno al primordiale risuona nella doppia consonante (In(n)umano), la cui scrittura rivendica un’idioma volutamente espressionista, come antitesi all’asetticità e all’appiattimento di una lingua globalizzata e semanticamente svuotata.

Per Juan Pablo Macías la residenza a GuilmiArtProject rappresenta inoltre l’occasione di poter continuare il progetto Tiempo Muerto, un giornale di cui è editore dal 2012, pensato come piattaforma di ragionamenti e di riappropriazione di un tempo che la società dell’economia di mercato considera “morto”, perchè slegato dai processi di consumo collettivi. Tiempo Muerto è stato presentato in importanti spazi espositivi quali il Kunstraum München, il MUCA-Roma di Città del Messico, lo Studio Gennai di Pisa, da Tranzitdisplay a Praga e all’interno della mostra collettiva Altars of Madness (2013) tenutasi al Casino Luxembourg e al Confort Moderne a Poitiers.

La presentazione finale di Juan Pablo Macías sarà seguita da un’interpretazione edibile del progetto da parte di Andrea D’Amore. A completare l’articolazione del programma annuale di GuilmiArtProject ci saranno gli appuntamenti del 9, 11 e 12 agosto con la Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò. Il GAP-lab radiofonico L’amore ai tempi di Guilmi di Tiziano BoniniIlaria Gadenz e Carola Haupt, tra il 9 e il 14 agosto. Un ulteriore GAP-lab dedicato alla realizzazione di set fotografici per Fern Blossom, con la coordinazione generale di Federica Berardi.

Juan Pablo Macías (Puebla, Messico, 1974). Lavora in Messico e internazionalmente dalla fine degli anni Novanta come artista, autore e curatore. Studia semiotica in Messico e a Madrid e nel 2005 prende parte alla residenza Antonio Ratti a Como. Principali progetti individuali 2014 – 2010: 2013 – History of the universe in twenty minutes, Kunstraum München, Monaco (Germania); Tiempo Muerto: Burial of a copyright infringement (performance)Tranzitdisplay, Praga (Repubblica Ceca), 2012- Tiempo Muerto: Then the handwriting may be read upon the wall, Kunstraum München Monaco; Tiempo Muerto: Economías del Deseo, MUCA-ROMA, Città del Messico; Tiempo Muerto: On Production, Inscription and Desire, Studio Gennai, Pisa. 2010 – PortaA Certain Lack of Coherence, Porto (Portogallo).

Principali mostre collettive 2014 – 2010:2014 –Atwork Lettera 27. Donwahl Foundation for Conetmporary Art, Abidjan (CI); Zona Maco Sur, Città del Messico (Messico); 2013 – El ojo en el tiempo, Obras de la Colección Adrastus, Museo Carrillo Gil, Città del Messico (Messico); Apologia. Museo del Marmo, Carrara (Italia); The encyclopedia of failure. Part of the Jakarta Biennale SIASAT (Indonesia); Altars of Madness, Confort Moderne, Poitiers (Francia); Altars of Madness. Casino Luxembourg (Lussemburgo); 2012 –Wunderkammer. Museum Nacht, Delft (Paesi Bassi); Prospectus: Escuela Moderna, Karmelo Bermejo, Nicoletta Braga, Democracia, Juan Pablo Macías, Santiago Sierra, Alain Urrutia, Cantieri d’Arte 7a Edizione, Viterbo; Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Musée dʼArt Moderne de la Ville de Paris (Francia) 2011 – Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Museo Amparo, Puebla (Messico); Il Buon Vicino, REACT, Livorno; antes / después. Caja Blanca. 2010 – Espectrografías, Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico; Superficies del Deseo,  Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico.

http://juanpablomacias.tumblr.com/

A cura di Federico Bacci e Lucia Giardino

Con il patrocinio del Comune di Guilmi

Lo stato dell’arte

Cari Gappisti,
nonostante il programma 2014 non sia ancora fuori, le acque si stanno muovendo in vista di agosto. E così presenteremo Nuova Didattica Popolare in Piazza Giorgini a Firenze, in occasione di un ciclo di incontri su Lo stato dell’arte. I nostri compagni di merende sono ospiti illustri e questo ci onora non poco… la vedete la ruota del pavone che mi fa da sfondo?;-).

Il primo incontro è stato ieri, 11 giugno con la schietta ex-direttrice della Galleria dell’Accademia, Franca Falletti. Spumeggiante e positivamente combattiva, ha concluso con un sano consiglio per riuscire nei propri intenti – di quelli che mirano a cambiare anche le brutte abitudini delle comunità: adottare la tecnica del picchio. Cioè: batti e ribatti, alla fine sfondi.

Franca Falletti, Lo stato dell'arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze
Franca Falletti, Lo stato dell’arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze. IPhoto: Maria Pecchioli

Nel secondo incontro ci saremo noi; inquadreremo le ragioni di gappisti e guilmesi di GuilmiArtProject, ma in primis Pietro Gaglianò racconterà l’esperienza e il significato della Nuova Didattica Popolare a Guilmi.

Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013
Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013

Il terzo incontro vede la presenza di Tomaso Montanari! La voce fastidiosa che evidenzia il controverso rapporto tra arte e politica, la zanzara che molti vorrebbero schiacciare perchè  raccorda fattacci imbarazzanti, di cui non andar fieri, con dati puntuali, cifre, statiche, date. Così, per non dimenticare che è importante continuare resistere; in barba a chi taccia di inspiegabile populismo qualunque tipo di resistenza all’omologazione.

Un grazie sentito agli organizzatori degli incontri, all’inintenzionale quota rosa del Vivaio del Malcantone e di Fosca, che ci permettono di far conoscere il nostro progetto fuori dai nostri confini di riferimento.

Qui tutto il programma

LO STATO DELL’ARTE

Fosca e Il Vivaio del Malcantone presentano “Lo Stato dell’arte”: 3 incontri pubblici in piazza Giorgini.
Ciascun appuntamento sviluppa un punto di vista sul tema della cultura nello spazio pubblico. Il percorso di incontri si rivolge a tutta la cittadinanza adottando a modello le lezioni di piazza aperte, gratuite, pubbliche e interdisciplinari.
“Lo Stato dell’arte” osserva le metodologie della produzione, distribuzione e partecipazione della cultura nello spazio urbano, si propone come approfondimento sul potenziale artistico culturale della città di Firenze.
I 3 incontri offriranno al cittadino punti di vista diversi, portando ciascuno la propria cifra critica e tematica, al tempo stesso l’intero percorso si propone come visione organica e di insieme: un tutorial per chi desidera comprendere meglio dinamiche e possibilità legate ai temi della fruizione di arte cultura e spazio urbano.
“Lo Stato dell’arte” è un gioco semantico che oscilla volutamente fra due interpretazioni: da una parte la diagnosi della condizione attuale delle pratiche artistico/culturali, dall’altra si rivolge al soggetto pubblico “Stato” non solo come interlocutore ma anche come responsabilità collettiva.
Grazie a “Lo Stato dell’arte” Fosca e Il Vivaio del Malcantone intendono attivare un approfondimento condiviso e orizzontale che consenta di disegnare una traccia verso la realizzazione di nuove potenzialità socioculturali.

Gli incontri si tengono in Piazza Giorgini dalle ore 19
(Porta la sedia o rimani in piedi)

Programma

11 giugno

Franca Falletti – Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013.

Il museo: uno spazio per l’uomo o per le muse?

L’incontro mira a definire il rapporto fra la città di Firenze nelle sue varie componenti e il suo patrimonio culturale conservato nei grandi musei, quale attualmente è e quale auspicabilmente dovrebbe essere. Lacune e potenzialità, saranno meglio individuate anche alla luce del dibattito che si svilupperà con i cittadini presenti all’incontro stesso.

16 giugno

Lucia Giardino, Federico Bacci e Pietro Gaglianò

Presentazione di GAP Guilmi Art Project

Un progetto di interventi artistici nello spazio pubblico, con un approfondimento su “Nuova Didattica Popolare”, dispositivo sperimentale di condivisione in corso a Guilmi da agosto 2013.

3 luglio

Tomaso Montanari – Professore associato di Storia dell’arte moderna, Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, Dipartimento di Studi umanistici

Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

L’incontro vuole essere occasione di confronto sul ruolo ed il valore del patrimonio culturale. Una riflessione sulla distanza che separa due visioni divergenti: il patrimonio come bene comune, e quindi elemento fondante della cittadinanza e del vivere civile, e il patrimonio come bene di mercato.

Approfondimenti

16 giugno Lucia Giardino Federico Bacci e Pietro Gaglianò – GAP Guilmi Art Project

Nuova Didattica Popolare è un progetto sartoriale di GuilmiArtProject, tagliato ad arte su Pietro Gaglianò, critico/curatore intelligente e versatile, e su Guilmi (Ch), un paese dalle scarse risorse, ma esigente e con grandi aspettative. Nella prima edizione di NDP del 2013, Pietro Gaglianò ha bandito le lezioni frontali e, armato di nuove intuizioni e storie, ha coinvolto il pubblico facendolo reagire a stimoli ed immagini, mettendolo così in grado di aprirsi un varco nel fortino della conoscenza dell’arte, solitamente occupato dagli addetti ai lavori. GuilmiArtProject ha da subito voluto inglobare Nuova Didattica Popolare nel proprio organigramma, in quanto ha riconosciuto a Pietro Gaglianò il ruolo primario di collante tra le esperienze artistiche proprie del progetto e la comunità, e quello non secondario di semplificatore dei processi di comprensione dell’opera d’arte contemporanea.

Guilmi Art Project (GAP) è un progetto di residenza artistica a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch). Gettatene le basi nel 2007 e ideato in forma più strutturata nel 2009 da Federico Bacci e Lucia Giardino, GAP è partecipato dall’intera comunità, che è il primo, ma non l’unico destinatario e attore, degli eventi messi in atto. La sua attività si compone di molteplici fasi, articolate in diversi momenti dell’anno e senza scadenza predefinita, per poi concludersi in agosto, con una serie effetti collaterali e con la presentazione pubblica del lavoro dell’artista in residenza.

3 luglio Tomaso Montanari – Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

Il paesaggio, l’ambiente e il patrimonio artistico sono di tutti. Ma non di tutti e di nessuno: invece, di tutti e di ciascuno di noi. Sono, cioè, una proprietà collettiva il cui vero scopo è soddisfare ai diritti fondamentali delle persone. Sono, dunque, beni comuni che servono a realizzare il bene comune: che è la civilizzazione (questa bellissima parola che, per esempio in Francia, è un modo più consapevole per dire «cultura»). È possibile dimostrare che questa idea risale all’età classica, e plasma la coscienza italiana fin dai suoi albori. È per questo che, in Italia, una lunga storia culturale ha identificato nel patrimonio artistico un valore alternativo al mercato, ad esso irriducibile. E la storiografia artistica ha avuto anche questa funzione: ha determinato cosa e quanto, di quel vastissimo patrimonio, potesse e dovesse progressivamente uscire dal circuito economico, entrando in quello morale e civile. Oggi, invece, una profonda depressione culturale riduce la nostra vita alla sola dimensione economica: o meglio finanziaria. Ciò che interessa è il denaro, da cui trarre nuovo denaro in un processo di partenogenesi: per nulla virginale, però. Non sbaglieremmo di molto se dicessimo che ventitré ore della nostra giornata, settant’anni della nostra vita, i nove decimi dei nostri desideri sono dedicati al denaro. Ma, come riconosceva perfino la pubblicità di una carta di credito, esistono cose che non hanno prezzo, che non si possono comprare. Il perché lo spiega bene il filosofo americano Michael J. Sandel: «Perché preoccuparsi del fatto che stiamo andando verso una società in cui tutto è in vendita? Per due ragioni, una riguarda la disuguaglianza; l’altra la corruzione […] Assegnare un prezzo alle cose buone può corromperle. Questo perché i mercati non solo distribuiscono beni: essi esprimono e promuovono anche determinati atteggiamenti nei confronti dei beni oggetto di scambio […] Spesso gli economisti assumono che i mercati siano inerti, che non abbiano ripercussioni sui beni che scambiano. Ma questo non è vero. I mercati lasciano il segno. Talvolta, i valori di mercato scalzano valori non di mercato di cui varrebbe la pena tener conto. […] Se trasformate in merci, alcune delle cose buone della vita vengono corrotte e degradate. Dunque, per stabilire dove va collocato il mercato e a che distanza andrebbe tenuto, dobbiamo decidere come valutare i beni in questione – la salute, l’istruzione, la sfera familiare, la natura, l’arte, i doveri civici, e così via». Tomaso Montanari

Biografie

Franca Falletti, vive e lavora a Firenze. Laureata nel 1974 in Storia dell’Arte medioevale e moderna presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Dal giugno 1980 nominata funzionario direttivo della Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato, dal dicembre del 1981 è stata vicedirettrice della Galleria dell’Accademia e dal marzo 1992 Direttrice del medesimo museo fino al 28 febbraio 2013. In tale veste ha diretto e/o curato tutte le mostre, i nuovi allestimenti e i restauri realizzati presso il museo, seguendone e promovendone l’attività scientifica e pubblicando studi e cataloghi. In particolare ha curato il progetto di allestimento della gipsoteca di Lorenzo Bartolini, della collezione di tavole a fondo oro fiorentine e del museo degli Strumenti musicali del Conservatorio di musica Luigi Cherubini. Inoltre ha diretto fra il 2002 e il 2004 il restauro del David di Michelangelo e coordinato le indagini conoscitive che sono state eseguite in tale occasione da numerosi istituti di ricerca e universitari italiani ed europei. Nell’ambito dell’attività espositiva ha curato, oltre ad alcune mostre di argomento strettamente inerente il patrimonio della Galleria dell’accademia, anche alcune mostre ed eventi di arte contemporanea, come Forme per il David – Baselitz, Fabro, Morris, Kounellis, Struth nel 2004, Robert Mapplethorpe – La perfezione nella forma nel 2009 e Arte torna arte nel 2012.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee, l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica, i rapporti tra l’arte visiva e i sistemi teorici delle arti performative e del teatro di ricerca. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, impiegando i linguaggi creativi come strumento per accrescere la consapevolezza sociale. Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione di eventi culturali collaborando con istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte e amministrazioni comunali e provinciali in Italia. Ha curato volumi e pubblicato testi in collane specialistiche e cataloghi di mostre personali e collettive, da lui curate o alle quali ha collaborato. Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi.

Lucia Giardino (Vasto, Ch, 1968) dalla fine degli anni Novanta lavora nel campo dell’educazione in istituzioni internazionali, portando avanti insegnamenti incentrati sui linguaggi dell’arte contemporanea. Dotata di forte vocazione didattica, assegna un ruolo fondamentale alla formazione. Come educatore, mette in atto un processo di decostruzione delle narrazioni acquisite, sulle cui spoglie costruire nuovi significati. Dal 2011 all’inizio del 2014 è stato Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, e nella stessa scuola ha diretto il programma di residenza F_AIR – Florence Artist in Residence. E’ cofondatore e curatore, insieme a Federico Bacci di GuilmiArtProject. Lucia Giardino ha una forte vocazione didattica, che espleta nel suo lavoro principale di professore di storia dell’arte e come coordinatore accademico della School of Fine Arts di Florence University of the Arts. In questo ambito nel 2011 le viene chiesto di dirigere F_AIR, la prima residenza d’artista nel centro storico di Firenze, strettamente interdipendente dalla scuola d’arte di cui sopra. É fermamente sostenitrice dei valori a lunga gittata della cultura, del cui processo lento, è altrettanto cosciente.

Federico Bacci (Livorno 1973) deve la sua formazione artistica a percorsi alternativi, quali la militanza all’interno di centri sociali, da dove provengono molti protagonisti della scena contemporanea fiorentina nati negli anni Novanta. Ha un passato che spesso ritorna, come regista, documentarista, sceneggiatore e speaker radiofonico. Nel 2009 insieme a Lucia Giardino inaugura GuilmiArtProject, un programma di residenza in Abruzzo, del quale è co-curatore.

Tomaso Montanari (Firenze 1971) è professore associato confermato di ‘Storia dell’arte moderna’ presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, sezione di ‘Storia del patrimonio culturale’. Collabora al «Fatto Quotidiano», a «Left» e al «Corriere della sera» nell’edizione del Mezzogiorno. Ha vinto il Premio Giorgio Bassani di Italia Nostra (novembre 2012), e ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’onorificenza di Commendatore «per il suo impegno a difesa del nostro patrimonio» (marzo 2013), è stato membro della Commissione per la riforma del Ministero per i Beni Culturali istituita dal ministro Massimo Bray nel settembre 2013. Ha recentemente pubblicato un saggio sullo stato della storia dell’arte in Italia, dal titolo “A cosa serve Michelangelo?” (Einaudi 2011), uno relativo al dilagare dei falsi scoop storico-artistici (“La madre dei Caravaggio è sempre incinta”, Skira 2012), uno sulla funzione civile del patrimonio artistico (“Le pietre e il popolo”, minimum fax 2013). Il libro “Costituzione incompiuta. Arte, paesaggio, ambiente” (da lui curato, e scritto insieme a Alice Leone, Paolo Maddalena, Salvatore Settis; Einaudi 2013) ha vinto il Premio Internazionale Capalbio per la Saggistica 2013.

participation and publications

ARCHIVIAZIONI e BIENNALE dello SPAZIO PUBBLICO

Eravamo rimasti un po’ indietro con delle notizie che ci riguardano. Come dicevo nel post precedente, è dura stare dietro a tutto, ma con tempo ritagliato qua e là, certamente riusciremo a coprire tante lacune:-).

Anyway, qui ci sono due progetti a cui teniamo moltissimo, che hanno a che fare con il coinvolgimento nella sfera pubblica. Noi vi abbiamo partecipato a vario titolo, sempre apportando la nostra esperienza  con i guilmesi, a Guilmi.

Il primo progetto è il risultato di un lungo e ancora in atto processo di ricerca e di applicazione su campo, portato avanti da Archiviazioni. Raccontare in forma più efficace di quanto non faccia Archiviazioni stesso è impossibile, quindi ecco il comunicato stampa (sotto in sintesi) che riguarda espressamente la pubblicazione A-Journal, che ha anche i nostri contributi e, udite udite, quelli dell’idolo delle folle guilmesi, Pietro Gaglianò!

AJournal_mailing

A-Journal / issue #0
un progetto di Archiviazioni
A cura di Giusy Checola e Pietro Gaglianò
Redazione: Giusy Checola, Pietro Gaglianò, Diego Segatto
152 pagine – versione italiano / inglese
Grafica editoriale di Diego Segatto
Pubblicazione disponibile su http://www.archiviazioni.org
Stampa digitale su richiesta a info@archiviazioni.org

Contributi di: Federico Bacci, Angelo Bianco, Giusy Checola, Leone Contini, Gaetano Cunsolo, Valentina Dessì, Fare Ala, Pietro Gaglianò, Lucia Giardino, Bernardo Giorgi, Daniele Guadalupi, Fritz Haeg, Rosa Jijon, Terry Kurgan, Lab.Pro.Fab., Ilaria Lupo, Juan Pablo Macias, Zen Marie, Ilaria Mariotti, Paolo Mele, Marialuisa Menegatto, Marlon Miguel, Museo delle Migrazioni di Lampedusa e Linosa, Kalliopi Nikolou, Paolo Parisi, Maria Pecchioli, Alessandra Poggianti, Katiuscia Pompili, Susanna Ravelli, Diego Segatto, Mirko Smerdel, Marina Sorbello, studio 203, Stefano Taccone, Enrico Vezzi, Adriano Zamperini.

A-Journal è uno spazio editoriale che ospita contributi testuali e visivi di artisti, curatori, architetti, teorici e attivisti, pensato come piattaforma di ricerca e confronto sulla relazione tra arte e pubblico dominio in Italia e nel bacino mediterraneo, in dialogo con contesti europei ed extraeuropei dove simili problematiche, tensioni e necessità continuano a generare percorsi sperimentali dell’arte nella sfera pubblica.
Nel Sud d’Italia, area in cui opera principalmente Archiviazioni, stanno prendendo forma progetti e percorsi artistici e interdisciplinari tesi a stimolare uno spostamento verso una maggior consapevolezza della centralità che gli individui e la collettività possono assumere nella gestione e nella creazione dello spazio pubblico, rinvigorita da un’elaborazione storico-critica contemporanea delle espressioni artistiche e culturali a Sud come forma politica, sociale ed economica di dissenso e di protesta, a partire dagli anni Sessanta ad oggi.
Tali percorsi rispondono ad una domanda crescente di cambiamento socio-culturale, politico ed economico, che nelle sue diverse accezioni e dimensioni, si sta materializzando nelle proteste di massa dal Medio Oriente, attraversando il Maghreb, al Sud America.
La necessità di una diversa narrazione del contesto e della sua storia culturale, sociale e politica, alternativa a quella riduttiva e omologante del marketing turistico o di una politica di tipo coloniale, rispondono altresì all’imprescindibile necessità di analizzare le forme immaginative e cognitive di assoggettamento delle biodiversità culturali e ambientali, che porta all’impoverimento della nostra capacità psicologica e fisica di sopravvivere alle crisi dei sistemi, a cui Fritz Haeg oppone la pratica sulla cultura domestica dell’ingegnosità umana del Domestic Integrity Field, il tappeto che ha prodotto nel 2012 nella masseria di Pollinaria, in Abruzzo.
Così come il crescente numero di iniziative a carattere partecipativo ed esperienziale, risponde alla necessità (quando non ad una mera strategia di consenso) di “stare” tra le identità e le coabitazioni complesse, nei dualismi che derivano dal suo essere spazio interstiziale, collocato tra il senso di appartenenza al Mediterraneo e l’essere parte della mappa politica del cosiddetto “primo mondo”; di erodere l’apparente ineluttabilità dei paradigmi attraverso diverse dimensioni del sentire  dell’agire. A questo proposito Ilaria Lupo, artista italiana residente a Beirut (Libano), riflette sulla condizione dell’essere geograficamente relativo, che “ci condanna a essere tutte e nessuna delle definizioni di noi che ci camuffiamo in segni  geografici cercando di evadere la nostra instabilità”.
A-Journal / issue #0 è esito di Diaphasis, unità editoriale mobile che Archiviazioni ha allestito in occasione del programma di residenza Corniolo Art Platform 2012.
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Archiviazioni è una piattaforma avviata da Giusy Checola a novembre 2009, inserita nel programma Lab 12:00 promosso dalla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea di Matera, in Basilicata. Dopo il primo anno di attività svolto a Lecce, dal 2012 Archiviazioni diviene piattaforma diffusa di ricerca e produzione artistica e interdisciplinare, dalla Puglia ad altre regioni del Sud d’Italia e del Mediterraneo, e gruppo di progettazione. Il gruppo, composto da Giusy Checola, Pietro Gaglianò, Diego Segatto e Susanna Ravelli, collabora con soggetti pubblici e privati nell’ambito dell’arte contemporanea, della formazione, della pianificazione culturale e dell’editoria, per la realizzazione di progetti e attività relativi allo spazio e al paesaggio urbano e rurale, all’ambiente, al turismo consapevole e allo sviluppo di processi creativi collettivi.
www.archiviazioni.org / info@archiviazioni.org

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Vi ricordate questo post? E quest’altro? Si parlava dela nostra partecipazione alla BIENNALE DELLO SPAZIO PUBBLICO 2013, a Roma

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Bene! Da quell’incontro è nata un’altra pubblicazione, relativa al nostro panel di discussione, La Città e l’Altra Città, in cui, come vi ricorderete il performativo Federico Bacci illustrò le nostre imprese a Guilmi, facendo piangere di commozione architetti e pianificatori paludati. Ripubblico qui sotto la foto, perchè sono stati bei momenti. E questo è il link al libro La città e l’altra città, noi siamo a pp. 36-37 (grazie a Emanuela Ascari per l’immagine). Dentro troverete tutti i crediti di chi ha reso possibile tutto ciò, in particolare e in amicizia ringraziamo QUART. Enjoy it!

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CALL FOR DESERTION FROM A STEREOTYPED IDENTITY

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IL VIVAIO DEL MALCANTONE, F_AIR – Florence Artist In Residence e GuilmiArtProject sono lieti di annunciare il programma di Call for a desertion from a stereotyped identity, una tappa del progetto di residenze artistiche Taking Position: Identity Questioning, curato da Susanna Gyulamiryan e Aria Spinelli, che vedrà ospiti a Firenze dal 3 al 6 maggio l’artista italiana Angela Zurlo e gli artisti armeni Karen Andreassian e Armine Hovhannisyan.

Il gruppo parteciperà ad una serie di iniziative che intendono mettere in luce il paradosso della narrazione di Firenze come “culla del Rinascimento”, nata col Grand Tour e sistematizzata dalla letteratura ottocentesca, in contrasto con l’effettiva e naturale esistenza di gruppi sociali, culturali, generazionali, politici, che vivono nel quotidiano e nel contemporaneo e che a loro volta producono narrazioni diverse e contraddittorie. Da qui la scelta di presentare agli artisti ospiti uno spaccato della città e diversi punti di vista e testimonianze che permettano di riflettere sulle nozioni di paradosso, costruzione dell’identità individuale e collettiva, conoscenza dell’alterità attraverso il confronto e sulle potenzialità delle pratiche artistiche contemporanee di formare coscienza critica.

Call for a desertion from a stereotyped identity è  uno dei 3 progetti selezionati da RESIDENZE ITALIA e da FARE per il programma Taking Position: Identity Questioning pensato per favorire la mobilità nel nostro paese degli artisti partecipanti. Taking Position: Identity Questioning è un percorso di studio e analisi culturale e artistica sullo scambio e sul confronto. Utilizzando la nozione del paradosso come punto di partenza e la narrazione come metodologia, il progetto intende indagare la costruzione dell’identità soggettiva in tempi di straordinario disordine sociale e incertezza politica.

Il programma è inteso come una piattaforma pubblica di ricerca aperta che riflette sulla scena artistica italiana e armena, attraverso il formato di residenza artistica con l’intenzione di creare processi di scambio culturale. Il gruppo di artisti avrà l’opportunità di soggiornare oltre che a Firenze in altre residenze italiane: Kaninchen-Haus/viadellafucina A.I.R. (TO) – Associazione E in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa (VE).

Programma

– 3 maggio

ore 14.30 – Workshop degli artisti ospiti Angela Zurlo, Karen Andreassian e Armine Hovhannisyan con gli studenti di Florence University of the Arts e studenti italiani dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e dell’Università di Firenze.
Location: F_AIR (via San Gallo 45/r, Firenze)

– 4 maggio

ore 10.00 – 12.00: Walking tour della città “rinascimentale” e sue criticità. Incontro con Paolo Parisi (Base Progetti per l’Arte)

ore 14.30 – Face to face: incontro degli artisti e della curatrice con rappresentanti della società civile fiorentina, del mondo culturale e politico. L’incontro ad invito si svolgerà secondo la modalità dello dello speed-date.
Location: F_AIR (via San Gallo 45/r)

– 5 maggio

ore 18.00 – Le narrazioni alternative dell’arte contemporanea: incontro pubblico dedicato ad esperienze di residenza del panorama italiano ed internazionale e ad indagare sulle possibilità dell’arte contemporanea di attivare processi di conoscenza dell’alterità individuale e collettiva, di rivelare paradossi e di formare coscienza critica.
Oltre agli artisti ospiti Angela Zurlo, Karen Andreassian e Armine Hovhannisyan, interverranno Emanuela Ascari (artista), Federico Bacci (GuilmiArtProject), Olga Pavlenko (artista), Pietro Gaglianò (critico/curatore).
Incontro aperto al pubblico.
Location: IL VIVAIO DEL MALCANTONE (via del Malcantone 15)

Il progetto è reso possibile grazie al contributo di FARE che, con RESIDENZAITALIA 2013, ha offerto un grant destinato alle residenze italiane appartenenti alla rete www.artinresidence.it, piattaforma dedicata ai programmi di residenza in Italia e all’estero per artisti e curatori, nata da un’idea di FARE in collaborazione con Open Care e con il contributo di Fondazione Cariplo, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, GAI – Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani.

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Due foto dalla giornata del 5 maggio durante l’incontro al Vivaio del Malcantone dedicato a Le narrazioni alternative dell’arte contemporanea. Sopra Federico Bacci, sotto Pietro Gaglianò ed Emanuela Ascari in dialogo con gli artisti di Taking Position: Identity Questioning.