Novità Settembre 2015 per GuilmiArtProject e alcuni residenti delle scorse edizioni

GAP è lieto di condividere con voi alcuni eventi che prevedono la nostra presenza e quella di alcuni nostri artisti in residenza nelle trascorse edizioni

19 settembre 2015

GuilmiArtProject sarà presente a Cantieri Aperti, Borgo del Ponte, Massa

– Il festival si articola in 3 giorni con incontri che si svolgono in spazi sia privati che pubblici, basati su processi partecipativi. Con Pietro Gaglianò, Federico Bacci e Lucia Giardino , a cura di Franco Rossi con  Semi Cattivi

25 – 27 settembre 2015

GuilmiArtProject al FORUM DELL’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA 2015, promosso dal Museo Pecci, Prato

3 giorni di tavoli di lavoro tematici con operatori del settore per fare il punto sulle criticità del “sistema arte in italia” e cercare di elaborare nuove proposte e soluzioni. GuilmiArtProject è stato invitato a rappresentare le residenze italiane nel tavolo Ripensare il senso delle residenze. Presenti al tavolo coordinato da Rossana Miele: Federico Bacci, Lucia Giardino, Eleonora Racciatti per GAP, e
Helena Hladilova, Vincenzo Schillaci, Giuseppe Buzzotta, Davide Daninos, Massimiliano Scuderi, Angelika Stepken, Benedetta Di Loreto. Pietro Gaglianò sarà il coordinatore del tavolo “Riconoscere il valore del lavoro culturale”.

Luoghi: teatro metastasio, monash university, palazzo banci buonamici – Prato

Mario Merz - Il numero ingrassa come i frutti d'estate e le foglie abbondanti. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 - 1995 © Fondazione Merz
Mario Merz – Il numero ingrassa come i frutti d’estate e le foglie abbondanti. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 – 1995 © Fondazione Merz

27 settembre 2015, h. 18

GuilmiArtProject al Festival della Creazione Contemporanea, Terni

Dibattito-performance sullo spazio pubblico ne Il gioco del Loco: dispostivo per far incontrare e dibattere i vari “praticanti” e vari progetti nazionali sul tema. Un progetto di: ARTInRETI; sviluppo site-specific per Terni Festival: Viaindustriae; Setting: La Società dello Spettacolo. Durata del dibattito 90 minuti. Con Federico Bacci e Lucia Giardino   

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e inoltre condividiamo le ultime attività di alcuni residenti delle edizioni trascorse di GAP:

Elena Mazzi

17 Settembre 2015Revitalizing urban spaces as art practiceArts4Cities, Tayga creative space – San Pietroburgo

5 Settembre – 1 Novembre – 2015, Lacuna, Scuola superiore Italiana, 14esima Biennale di Istanbul

8-10 Ottobre 2015, con Trial Version, Sonic Somatic, Firenze

Juan Pablo Macias

fino al 26 SettembreWord not text not law – Galerie Michel Rein, Parigi. Presente in mostra il progetto BAS realizzato nell’ambito di Preistorico In(n)umano a GuilmiArtProject 2014

fino al 30 novembreFlorenz Contemporary, mostra promossa da Villa Romana, Firenze, all’Istituto di cultura Italiano, Berlino. Artisti in mostra: Francesca Banchelli, Federico Cavallini, Leone Contini, Gaetano Cunsolo, Giacomo Laser, Juan Pablo Macias, Margherita Moscardini, Filippo Manzini, Robert Pettena, Justin Randolph Thompson

Emanuela Ascari

1 agosto – 31 dicembre – artista in residenza al Macro, museo d’arte contemporanea, Roma

Speriamo d’incontrarvi in una di queste occasioni!

Oltre l’immaginabile

Simona di Giovanni è stata con Matteo Coluccia e Daniela Pitrè una delle nostre gappiste acquisite nel 2015 grazie all’incredibile lavoro di Pietro Gaglianò all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il suo report è talmente intenso che merita di essere pubblicato sotto oltre che sotto gli effetti collaterali del 2015. Buona lettura!

TEMPODENSO| panoramica descrittiva guilmese 

Riprendendo le redini della mia esperienza guilmese, la prima immagine che la mia mente elabora e mi restituisce è una visione panoramica del paese, partendo dall’ingresso, a rallentatore, dai giardini, alla piazzetta. Risalgo il paese con gli occhi rivolti verso l’interno, lentamente, passando per via S. Rocco, la scuola/casa vacanze, via Roma, il bar di Bruna, il Forno, la Piazza. Proseguendo su via Italia, rivedo tutto, senza corpo, solo con lo sguardo e continuando ecco la casa di Lucia e Federico e poi giù, prendendo velocità, dritto per dritto ci si scontra con il paesaggio. Ripercorro il paese attraverso tutti i percorsi possibili, via Circonvallazione, i contorni di Guilmi, i suoi margini estremi, un girotondo tra le case e le vite delle persone, la biblioteca comunale, il bar di Pino, di nuovo verso l’ingresso, la sala polivalente, la torre dell’acqua, di nuovo, giro e rigiro, entro dentro… Cerco la pace, trovo la pace.

Il paesaggio visibile al di là dei confini guilmesi a confronto con la misura di una persona è assai sconcertante, sarà che sono abituata ai paesaggi marittimi, quelli che guardi e alla fine restano fissi, immutabili, una distesa di blu e basta, l’orizzonte… In montagna è diverso, la valle con cui ti confronti divide perfettamente la terra dal cielo, la profondità è evidente, l’altezza, tutto ciò che il mare nasconde la montagna lo rivela:  le case, le strade, i campi infiniti, i colori, tantissimi, che vanno a definire altre realtà, altre vite, altre cose che non conosci, ma che puoi provare ad immaginare. Ogni cosa genera differenza, specie in notturna, quando arrivano le stelle e puoi confonderle con le luci delle case, con la luce che ogni persona genera per il semplice fatto di esistere.

La sensazione più evidente che posso avere di fronte a questa visione è di un universo che sembra fatto apposta per questo, per noi persone, soggetti sensibili e che qui rifuggono dall’inconcepibile asfissia della città, vivendo una quotidianità densa e intensa, più che altro reale, concreta, umana, dove ognuno è padrone del suo tempo.

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Tra questi incastri di tempo e spazio che Guilmi offre, si insinuano nuovi e vecchi gappisti, come ogni anno da otto anni, tra luglio e agosto si svolge GuilmiArtProject.

Il paesaggio oltre ad un’infinità di dati sensibili, porta con sé anche le persone, i miei nuovi, cari amici guilmesi, persone reali, concrete, un circuito aperto di storie umane, di presente che si consuma e si spende e di cui tutti, nessuno escluso, entra a farne parte. Qui il gruppo di GAP non solo è accettato, ma è completamente inglobato e legato a questa realtà.

Una delle prime persone che ho conosciuto è stato il piccolo Matteo (5 anni), che abita proprio di fronte alla casa di Lucia e Federico, ogni giorno impegnatissimo nella sua grande impresa di ristrutturazione e riqualifica di via Italia, qui fra le due case, dove alcune mattonelle si sono staccate, via via con il tempo, e ad oggi risultano semplicemente appoggiate fra le altre. Le intenzioni di Matteo sono serissime: bisogna scavare, fare il cemento e ricollocarle come si deve. Teresa, la mamma di Lucia, mi ha spiegato che quando nasce un bambino a Guilmi, il prete fa suonare le campane a festa, essendo un evento a volte raro. Oggi i bambini del paese sono circa venti.

Noi ci alterniamo e saltiamo come funamboli tra le vite di tutti passando dai piccoli ai grandi e ai più grandi ancora.

Funamboli, laprimavoltadidanielasuigonfiabiliun paragone non del tutto casuale, qualcuno lo sa bene, considerando che ad un certo punto è arrivata Daniela Pitrè con la sua slackline, per tutti semplicemente la corda, installata in vari punti del paese, che ha dato il via ad una vera e propria apertura, un varco, una possibilità concreta per interagire e creare legami con le persone del paese. La corda è stata il prolungamento del corpo di Daniela che con lei si spostava un po’ ovunque. Ambitissima, tra i più, conquistava i piccoli di giorno e i giovani guilmesi di notte.

A proposito di giovani guilmesi – i giovani a Guilmi sono difficilmente reperibili in giornata, per via dell’intensa vita notturna che svolgono tra il Bar di Bruna, gestito alla sera da Paolo (il figlio di Bruna) e i giardinetti del paese. Al bar ci si alterna tra tornei di biliardino e partite a carte come se non ci fosse un domani e la Peroni è distribuita direttamente a secchiate. Così, anche noi ci siamo allineati su questa frequenza e uno degli appuntamenti fissi del soggiorno guilmese è diventato proprio quello con i ragazzi, passando tutta la notte tra il bar e i giardini, tra il biliardino, la corda e sessioni ossessive di disegno collettivo.

Nel frattempo, ogni giorno c’era qualcosa di nuovo e di interessante da fare, con Eleonora Racciatti abbiamo lavorato alla grafica per la mostra delle Città Visibili, una mostra tra Guilmi e Carpineto Sinello. Per cinque giorni si svolto il laboratorio di Andrea Melò, con l’assistenza di Francesco e Valentina, dove sia i gappisti che i guilmesi sono stati iniziati all’interessantissima quanto spettacolare pratica della fusione dell’alluminio. Nel frattempo, c’è stata la presentazione del lavoro di Matteo Coluccia durante il primo incontro della Nuova Didattica Popolare 2015 di Pietro Gaglianò.

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Il giorno dopo e per qualche altro ancora, abbiamo fatto gruppo e abbiamo invaso il laboratorio di serigrafia di Luca Bruno a Rocca e così sono arrivate anche le magliette della Nuova Didattica Popolare e dell’artista in residenza, Elena Mazzi. A Rocca, abbiamo conosciuto la nonna di Luca che ci ha regalato i pomodori più buoni che avessimo mai mangiato. In realtà, i guilmesi ci hanno letteralmente viziato con i doni alimentari, dal pane alle verdure, per non parlare delle incredibili torte di Teresa e di quella che la madre di Eleonora ha preparato per noi.

Dal secondo incontro della didattica io, Daniela ed Eleonora ci siamo occupate della vendita delle magliette e del tesseramento, introdotto proprio quest’anno per raccogliere fondi a sostegno di GAP che è e resta un progetto che non prevede finanziamenti, sostenuto dal basso, un’associazione che ha bisogno di evolversi, incamerare altre persone. GAP è una cosa di tutti che sta all’interno di Guilmi, dietro c’è un grande sforzo ed è necessario che le persone lo comprendano.

Daniela e Simona indispensabili con il tesseramento 2015 a GuilmiArtProject, durante l'inaugurazione di Avanzi di Elena Mazzi

Intanto il flusso continua, tutti noi ne facciamo parte, e cresce il desiderio di restare, qui, a Guilmi, dove tutti diventano produttori e consumatori, tutti partecipano attivamente alla creazione e formazione di un’ arte capace di accogliere e agglomerare le persone per rispondere alla sua nobile funzione pubblica, politica e sociale, uno dei temi più ribaditi da Pietro durante la Nuova Didattica Popolare.

Il giorno dopo la festa continua e arriva l’attesissima presentazione del lavoro di Elena Mazzi, che fluisce letteralmente attraverso il paese con le sue bellissime storie interpretate da Plinio e si conclude in bellezza tra canti e balli al bar di Pino. In serata, gappisti, guilmesi e ospiti vari si riuniscono come ogni anno per la festa conclusiva della residenza alla Fonte del Paradiso. Arriva anche la festa della Ventricina del 14 agosto, per i guilmesi l’evento più importante dell’anno, noi siamo così pieni di energia che quasi dimentichiamo che l’indomani si parte.

Ci aspetta un’ultima notte a Guilmi con i ragazzi, ancora tra il bar di Bruna e i giardinetti, ci intratteniamo con qualsiasi cosa nella speranza che il tempo si fermi, ma il mattino non ci risparmia nemmeno il 15 di agosto e arriva, purtroppo, il momento dei saluti. È difficile dire ciao, ci vediamo presto, ci rivedremo ancora, non so se ci rivedremo. Nei luoghi in cui saremo domani non ci saranno le bellissime persone che abbiamo conosciuto a Guilmi.

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Torniamo in casa vacanze così, tra questo vuoto che si è generato, io dormo qualche ora e poi parto. In macchina, verso Vasto, quando ormai siamo lontani dal paese, si imbocca un’uscita sbagliata e ci ritroviamo in risalita verso Guilmi, risalendo e andando via allo stesso tempo, capisco che resterò profondamente legata a questi luoghi e alle persone che ho conosciuto e spero intensamente che sia stato importante per tutti, come per noi.

Crediti fotografici: Simona di Giovanni, Daniela Pitrè, Andras Calamandrei

Juan Pablo Macias – BAS abroad

Sembrano due momenti dello scorso anno, quando avevamo in residenza Juan Pablo Macias, che si adoperava alla realizzazione della Banca Autonoma dei Sementi Liberi da Usura. Invece le foto di seguito sono state scattate qualche giorno fa. L’artista messicano è infatti tornato a trovarci a Guilmi per dare continuità al lavoro intrapreso con Preistorico Innumano il cui obiettavo è di implementare il libero scambio dei semi, contravvenendo al monopolio imposto dalle regole economiche della macroeconomia e delle politiche di stati compiacenti.

Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi
Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi
Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi

La libera circolazione dei testi e delle idee e la loro riattivazione, è uno dei punti fermi di Juan Pablo Macias: nel progetto realizzato con noi nel 2014, egli non ha fatto altro che sostituire i semi ai testi, che circoleranno liberamente di mano in mano per essere seminati e produrre a loro volta nuovi semi.

Juan Pablo Macias, TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo), Stampa fotografica, 2014.
Juan Pablo Macias, TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo), Stampa fotografica, 2014.

L’occasione per tornare a Guilmi l’ha data la contingenza di una personale di imminente apertura alla galleria parigina Michel Rein, intitolata Word Not Text Not Law, a cura di Angeles Alonso Espinosa. Questa, insieme ad opere di nuova produzione, riproporrà il cuore pulsante e generativo del progetto abruzzese con simili modalità: lo scambio diretto dei semi, che equivale allo scambio di idee e conoscenze. Per quest’ultimo punto diventano cruciali le presenze e le testimonianze a Parigi di Federico Bacci e di Filippo Racciatti. Il primo, in qualità di curatore, lo scorso anno ha creato con l’artista dei ponti tra le comunità di contadini guilmesi e del territorio abruzzese. Il secondo è un coltivatore che da anni, in maniera silenziosa ma caparbia, cerca di resistere alle pratiche di sfruttamento e impoverimento massivo del nostro territorio. Da guilmese, Filippo Racciatti ha trovato il progetto BAS funzionale a comunicare i suoi intenti, ma anche e soprattutto il suo agire. La presenza di Filippo Racciatti a Parigi, come testimone di BAS, sarà la convalida di un progetto con risvolti reali e funzionali nel mondo protetto dell’arte contemporanea. In una sorta di corto circuito programmato, che potrebbe avere dei risvolti non programmati affatto.

Juan Pablo Macias, 2015
Juan Pablo Macias, 2015

Per chi fosse a Parigi, la mostra apre il 5 settembre 2015 e rimane aperta fino al 26 dello stesso mese. Controllate le date nel manifestino qui sotto.

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GuilmiArtProject 2015

Siamo lieti d’invitarvi agli eventi di fine residenza 2015 ______________

25 luglio – 13 agosto 2015 – GUILMI

Un artista in residenza, tre incontri di Nuova Didattica Popolare, due progetti artistici sperimentali, workshop e autoproduzioni, sono solo alcuni dei contenuti di GuilmiArtProject 2015. Tra le novità del programma di residenza d’artista e di formazione all’arte contemporanea, che da otto anni prende forma nell’Alto Vastese, il coinvolgimento diretto di giovani guilmesi chiamati a rimodulare le proposte artistiche nel segno di un radicamento trasversale nel territorio, coltivando collaborazioni proficue tra locali ed ospiti.

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L’artista che risiederà nella casa in via Italia 30 di Guilmi per circa un mese, tra luglio e agosto, è Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) emiliana d’origine, ma di base a Venezia, da dove lavora a progetti singoli o in collaborazione con collettivi e altri artisti, che vedono la luce in laguna o nell’altro capo del mondo. Elena Mazzi rappresenta per GuilmiArtProject una scelta pienamente in linea con la poetica del progetto, ma proiettata in un rilancio verso nuove prospettive. Il suo approccio si traduce in un interesse prismatico verso le realtà umane, geografiche, sociali e culturali con le quali entra in contatto, mettendo in atto un metodo in cui le interrogazioni volte alla comprensione degli strati oltre superficie e l’inclusione delle diversità diventano parte integrante dell’opera. Bandita l’autoreferenzialità formale e autoriale come condizione essenziale, nei suoi progetti Elena Mazzi ingloba una coralità fatta di professionisti provenienti dai campi più disparati e punti di vista che risultano determinanti proprio perché eccentrici.

I giorni precedenti alla presentazione del progetto finale di Elena Mazzi vedranno il paese movimentarsi con workshop esperienziali tenuti da artisti e professionisti quali Luca Bruno (Rocca Spinalveti 1988) Andras Calamandrei (Zofingen, CH, 1975) e Andrea Melò (Bologna 1968), coordinati da Alessandro Carboni, Valentina Cencetti, Paride Di Nardo, Francesco Eppesteingher ed Eleonora Racciatti e dedicati alle generazioni più giovani di guilmesi; con due progetti artistici sostenibili e sperimentali di Daniela Pitrè (Cagliari, 1984) e Matteo Coluccia (Neviano, 1992); e con le seguitissime serate della Nuova Didattica Popolare del critico Pietro Gaglianò. A Michele Lancuba aka Santo Johnny andrà come di consueto, il compito di chiudere in musica l’edizione 2015 di GuilmiArtProject. La residenza d’artista è curata da Federico Bacci e Lucia Giardino.

Patrocinio: Comune di Guilmi Sponsor: Fratelli Edison, Firenze Azienda Agricola Antiche Grotte, Guilmi (Ch)

GuilmiArtProject, via Italia 30, 66050, Guilmi (Ch) guilmiartproject.wordpress.com guilmiartproject@gmail.com info: 349 5745922

A Firenze Tre Mostre, di Elena Mazzi ed Elisa Strinna con l’occupazione di Trial Version di via del Moro 82R

La mostra Tre Mostre di Elena Mazzi ed Elisa Strinna, curata da Trial Version si è conclusa a Firenze il 29 marzo 2015, ma vogliamo raccontarla ugualmente al nostro pubblico internazionale con una recensione di Alice Cheeseman, che durante l’opening del 14 marzo si è intrattenuta a fare due chiacchierare con le artiste e con qualche Trial Version. Lo scritto di  Alice Cheeseman ci offre così l’occasione di annunciare che Elena Mazzi è l’artista in residenza di GuilmiArtProject 2015. Lo avevamo già accennato e tra un po’ daremo l’annuncio ufficiale in pompa magna.

Tre Mostre, Elena Mazzi ed Elisa Strinna, a cura di Trial version, via del Moro 82r, 14-29 Marzo, Firenze
Tre mostre, Elena Mazzi ed Elisa Strinna, a cura di Trial Version, via del Moro 82r, 14-29 marzo, Firenze. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

Tre mostre is a collaborative project between not only the artists Elena Mazzi & Elisa Strinna but including a participation of Trial Version, a curatorial team composed by Marco Di Giuseppe, Michela Lupieri, Valeria Mancinelli, Chiara Nuzzi, Stefania Rispoli, and Elena Mazzi herself, that seeks similar objectives from the apprehension of the contemporary art scene in Italy. The collaborators seek to pose questions to the respective audience and strive forth not singularly for aesthetical purposes, however provoking questions that surmount to the intention of change – highlighting especially (their definition) of disaster, in both natural and cultural senses. In previous collaborations (Articolazioni oltre il linguaggio, Massimodeluca Gallery, Mestre, IT) the artists have similarly explored the notion of the relation between humanity and nature and the language they share. This collaboration extends to an assemblage of human connectivity and thus forth the connection they outline in nature.

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The exhibition itself is held in a gallery space reopened for the exhibits purpose. The air of energy once entering the main mid level exhibit is palpable and sets the tone of severity and excitement.

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The exhibit is contained within the many alcoves that gallery offered and each offered differing reactions. The low pitched humming of the stone centrally placed in the largest room of the gallery (Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, 2013 – 2014), combined with the acoustics of the high ceilings creates at instant atmosphere of excitement and industry – quite at odds with the significance the piece illuminates. This area displays works by Elena Mazzi and Elisa Strinna, including a vocal arrangement of American equities on a screen (Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, U.S.A. Equities 1871-2011).

The second floor of the gallery contains a collection of referents by Elena Mazzi. To the left an assortment of beautiful curiosities, such as dried flowers from the banks of Venice’s river plains presented on a mismatch of hand drawn & printed cartology and texts. The focal wall is a collective film disclosing the hidden nature of Venice, both in an exploration of artisan workshops and the degradation of nature and culture due to the tourist industry. In fact, the exhibit’s opening at the turning of spring further ensues the importance of attention to the dilapidation of nature in modern Italy.

Elena Mazzi, Lacuna. Land of hidden spaces, video HD, 12' col. 2014
Elena Mazzi, veduta dell’istallazione. A sinistra: A critical herbarium, piante essicate su carta, materiali vari, 30×40 cm; Reflecting Venice in a box, vetro di Murano intagliato, legno, 2014; Lacuna. Land of hidden spaces, video HD, 12′ col. 2014. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The lower floor level contains the work of Elisa Strinna. The famous fruit basket of Caravaggio has been re-worked in mono prints outlining the globalization of the relationship we have, and had with nature. Exotic fruits have been beautified, outlined with glossy veneers and exteriors, whilst across the room we find the silicon husks of the same fruits, empty in the promise of delight. Although each aspect of the collection denotes an important message to the audience, it is difficult for those unenlightened to derive meaning behind the obvious aesthetics of each piece ‘mi piace, è bellissimo’ was a prominent response to the film shown and this is something to highlight. The notion of beauty in context should be irrelevant however it is a continuing epidemic of human nature to firstly notice the beauty in something, regardless of its message or significance.

Elisa Strinna, veduta dell'istallazione con Variazioni su canestra di frutta n.1, n. 2, n. 3, stampa su carta cotone, 2011, courtesy Galleria MassimodeLuca; Untitled, silicone, legno, 2015, courtesy Galleria Massimodeluca
Elisa Strinna, veduta dell’istallazione con Variazioni su canestra di frutta n.1, n. 2, n. 3, stampa su carta cotone, 2011, courtesy Galleria Massimodeluca; Untitled, silicone, legno, 2015, courtesy Galleria Massimodeluca. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

A poignant moment for all that attended the opening of the show was, of course, the reaction induced by listening to the soprano performance. A incredible personal interpretation of the inclinations and declines of the American stock market from 1871 up to 2011 which again was thrust with dualities, the beauty of the singers vocal achievements and the notions behind the constant resurgence and reemergence of crisis and contamination throughout this scrap of history. The performance begged the question: is humanity fated to repeat these actions as the projections suggest, or are we as a collective able to end the cycle we have made for ourselves? In a constant quest for the new, the coveted, the mass produced, are we creating an inescapable creator of insignificance to our lives – this in turn begs another question however – without this inherent human lust – would we have ever developed as a species at all? There is without a doubt a purpose to constant development and without this drive we would surly not have surmounted to evolution of the arts, of science, of philosophy, of intelligence.

Whilst discussing with the artists their intentions for this collaboration, it is clear that both have a passion for expressing cultural issues, trying to strive away from the aforementioned aesthetics; for naive purposes. Instead they intend to create a visual language to raise awareness of both global and local concerns- a language which for them is a directly divulged from nature and made intelligible through art and sound. For Elisa, globalization and our relationship with nature is at the forefront of exploration of her work – she continues throughout different projects to develop the notion of creating a language directly derived from nature and translating this into something relatable to human understanding. Elena similarly envelops herself into our comprehension of destructive coexistence with nature, and through our intention to continuously progress whilst at once highlighting the previous progression  of artisans before us- our actions thus become asinine.

Our relationship with nature to me is similarly comparative to our relationship with money, it sustains us silently, we are dependent upon it, yet however regardless of this obvious fact, we as humans, are intent on abusing it. This can be seen both in the stock market projections highlighted in the exhibition and the evolution of plant development surrounding the cruise liner infested waters of lagoon of Venice (see the pieces Lacuna and U.S.A. Equities 1871-2011).

A connection of ideologies presented by both artists can be seen in the ‘perception of reality’; Elisa Strinna highlights this in her silicon moulds of the exotic promising fruit, rendering a juxtaposition to their tasteless, reproduced 21st century nature – whilst Elena Mazzi’s work highlights the perception and pre connotations that the booming tourist industry has not uniquely had on the natural habitat of Venice but also the affects on craftsmanship. the direct correlation between the influx of tourism and the loss of artisanship within the community of Venetians – Elena stating to me that ‘the tourist industry in Venice has a particular vision of artisanship, this being exclusively centered around glassblowing  demonstrations’ shows our exploitation of both nature and local artisans, in the end both the growth of foliage and plants in Venice and the growth and development of true artisanship is disintegrating before us producing and reproducing something to such an extent that beauty is lost and advancement is unattainable

Il team di Trial Version, da sinistra a destra: Elena Mazzi, Stefania Rispoli, Michela Lupieri, Marco di Giuseppe
Il team di Trial Version, da sinistra a destra: Elena Mazzi, Chiara Nuzzi, Valentina Mancinelli, Stefania Rispoli, Michela Lupieri, Marco di Giuseppe.

Sull’autore: Alice Cheeseman è inglese e studia Storia dell’Arte alla Florence University of the Arts a Firenze. Nel 2014 ha frequentato il corso di Social Practices in Contemporary Arts tenuto da Lucia Giardino, durante il quale ha elaborato un progetto con i pazienti affetti da alzheimer dell’RSA il Giglio di Firenze. Noi speriamo che rimanga a Firenze e che l’arte diventi la sua ragione di vita:-).

Todo Modo: l’omaggio di Firenze a Elio Petri

Come potevamo non darne notizia!

Da Todo Modo a Todo Modo
Ciclo di incontri sul cinema di Elio Petri
2-3-4 aprile – ore 18.00
Libreria Todo Modo
Via dei Fossi 15 rosso, Firenze

Todo Modo, Elio Petri
Elio Petri, Todo Modo, 1976

Il 2 Aprile, dopo circa trentanove anni, torna nelle sale Todo Modo (1976) di Elio Petri, tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.

Dopo il restauro effettuato dalla Cineteca di Bologna e la pubblicazione del film, per la prima volta in assoluto in dvd, a cura di Mustang Entertainment e distribuito da CG Entertainment, si ha finalmente la possibilità di vederlo al cinema in tutta la sua potenza immaginifica.

Il film arriva in home video il 24 marzo e torna nelle sale con una anteprima nazionale al cinema Odeon di Firenze il 2 aprile alle ore 21.00 (versione originale restaurata), parallelamente a un ciclo di 3 incontri sul cinema di Elio Petri a cura di Libreria Todo Modo (Firenze) e Associazione Indagine presso la libreria Todo Modo di Firenze dal 2 al 4 aprile 2015 (ore 18:00).

Todo Modo è uno dei più controversi film della cinematografia Italiana e segna l’ultima esperienza del duo Petri-Volontè. Da molti è indicato come il film che decreta la fine del cinema politico. Alcuni lo ricordano come anticipatore della morte di Moro, altri come un oggetto misterioso. Per Sciascia rappresentava “la conclusione del processo che Pasolini voleva fare alla classe politica democristiana e non poté fare”. Per molti era un film pericoloso che non doveva circolare.

Todo Modo è uno dei capolavori di Elio Petri, autore scomodo e osteggiato, molte volte più dalla sinistra che dalla destra, per la sua “inquieta lucidità”. Il regista ha indagato i processi di potere in tutte le sue forme, incontrando spesso problemi di censura e subendo il rifiuto da parte delle autorità competenti, ma a dispetto di questo ha ricevuto premi e fatto incassi da film da botteghino. Autore marxista che lavorava con metodi spettacolari e non si sottometteva alla rigidità stilistica e ideologica pretesa dalla critica militante, i suoi film sono il risultato dell’opera di un intellettuale che viveva criticamente nella contemporaneità, non solo nel campo cinematografico, ma anche in quello delle arti figurative, nella vita politica, nello studio della società. I suoi film sono affreschi elaborati, macchine rappresentative, di cui Todo modo è uno dei massimi esempi.

In anni recenti la cinematografia di Elio Petri è stata riletta da vari studi che la analizzano in maniera più obiettiva, meno ideologica. Al restauro fisico dei film, si aggiunge quindi il restauro del tempo, che semplifica e chiarisce molte questioni controverse affrontate del regista.

L’obiettivo degli incontri è di inserirsi in questa rilettura, analizzando la cinematografia di Elio Petri in ottica contemporanea e trasversale, con l’ausilio di semiologi, performer, critici d’arte e artisti, dando spazio a visioni anche non propriamente cinematografiche e ripartendo proprio da Todo modo, che, con le sue forti connotazioni tematiche, stilistiche e semantiche, offre la possibilità di articolazione degli incontri in tre chiavi tematiche precise, mai distinte, ma intersecatesi tra loro.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI:

2 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18:00
Incontro: Petri, Il cinema, la realtà, la critica. La visione della realtà e le sue controindicazioni, viaggio nella cinematografia di Petri e nella risposta della critica e della censura.
Intervengono: Paola Petri (moglie di Elio Petri), Federico Bacci (regista e sceneggiatore), Claudio Carabba, Gabriele Diverio, Marco Luceri, Alfredo Rossi (critici cinematografici).

Cinema Odeon ore 21:00
Proiezione del film Todo Modo, di Elio Petri – Versione originale restaurata

3 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18:00
Incontro: Il corpo della politicaRappresentazione della mimesi politica nei film di Elio Petri a confronto con altri esempi. Dalla performance alla pittura, dalla scultura al teatro, un filo ininterrotto dal passato fino ad oggi.
Intervengono: Tommaso Granelli (sociologo/semiologo/studioso della politica), Jacopo Turriti (autore di uno studio su Petri e la critica) Andrea Cortellessa (scrittore, critico letterario), Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore). Chiara Lagani (attrice della della compagnia teatrale Fanny & Alexander)

4 Aprile
Libreria Todo Modo ore 18
Incontro: Petri e le arti figurative. Il Cinema di Petri raccontato attraverso l’arte, riferimenti presenze e influenze delle arti figurative nella cinematografia di Elio Petri, il loro ruolo e la loro funzione nella creazione del suo personalissimo linguaggio cinematografico.
Intervengono: Riccardo Venturi, Francesco Galluzzi (storici dell’arte), Laura Cusmà (storico del cinema).

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il ciclo di incontri “Da Todo Modo a Todo Modo” è a cura di Federico Bacci, Massimo Conti, Debora Ercoli, Lucia Giardino, Pietro Torrigiani, Maddalena Fossombroni.

Un ringraziamento speciale a Lo Schermo dell’Arte e Museo Marino Marini, Firenze.

Il film Todo Modo sarà in programmazione presso il cinema Stensen di Firenze a partire da martedì 14 aprile.

Elio Petri, Todo Modo, 1976
Elio Petri, Todo Modo, 1976

Andrea Cortellessa è nato a Roma nel 1968. Insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma Tre. Con Luca Archibugi, nel 2010 ha realizzato per RaiCinema il documentario Senza scrittori (01 distribution 2011). Per Bompiani, Adelphi, Garzanti e Feltrinelli ha curato testi di Giorgio de Chirico, Giorgio Manganelli, Elio Pagliarani, Giovanni Raboni e Luigi Di Ruscio (insieme ad Angelo Ferracuti i Romanzi nel 2014). Per L’orma editore di Roma dirige la collana di testi italiani contemporanei fuoriformato. Collabora a «doppiozero», «Tuttolibri» e ad altre testate. È nella redazione delle riviste «alfabeta2» e «il verri» e collabora ai programmi culturali di RAI-Radio Tre.

Gabriele Diverio (1981), si laurea al DAMS di Bologna con una tesi che indaga il rapporto tra Elio Petri e la critica cinematografica italiana.È direttore del Piemonte Movie gLocal Film Festival di Torino, rassegna che valorizza la produzione di cortometraggi e documentari regionali.Unisce la passione per il cinema a quella per il web e per i social network, curando gli aspetti comunicativi e promozionali di diversi film e documentari.In passato ha collaborato per i siti cinematografo.it e filmidee e scrive per ninjamarketing.it.

Pietro Gaglianò, è critico d’arte e studioso dei linguaggi della contemporaneità. Contestualmente agli studi di Architettura ha approfondito la conoscenza e l’analisi della cultura visiva contemporanea in tutti i suoi aspetti. I suoi principali campi di indagine riguardano i rapporti tra le pratiche dell’arte visiva e i sistemi teorici della performing art e del teatro di ricerca; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica.

Francesco Galluzzi, insegna Estetica e Storia del cinema nelle Accademie BB AA di Carrara e Firenze.Tra le sue pubblicazioni: Pasolini e la pittura, Roma 1994; Picasso, Firenze 1996; Vita d’artista. Picasso, Firenze 2004; Roba di cui sono fatti i sogni. Arte e scrittura nella modernità, Milano 2004; Il barocco, Roma 2005; Le avventure delle immagini. Percorsi tra arte e cinema in Italia, Chieti 2009; ha curato in collaborazione con S. Righetti e A. Finelli, “La Stanza Rossa”: Trasversalità artistiche e realtà virtuali negli anni Novanta (antologia della rivista), Milano 2007.

Tommaso Granelli è semiologo e esperto di studi sociali di tecnologia e scienza. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Semiotica a Bologna, approfondendo con metodo etnografico i temi della spazialità urbana, della percezione ambientale e riscrittura del territorio. Si occupa inoltre di cultura audiovisiva e performance contemporanea. Attualmente lavora come content designer freelance.

Chiara Lagani è autrice e attrice teatrale. Fonda la compagnia Fanny & Alexander nel 1992 insieme a Luigi De Angelis. Con Fanny & Alexander produce spettacoli teatrali, laboratori, progetti video, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni e seminari di studi, festival e rassegne, dedicandosi in particolare all’aspetto drammaturgico del lavoro. Dal 2001 la compagnia gestisce a Ravenna lo spazio di produzione, prove e laboratorio scenografico Ardis Hall e dal 2009 la struttura culturale Artificerie Almagià. Nel 2012 nasce la cooperativa E in cui confluiscono le attività artistiche di Fanny & Alexander, Menoventi e gruppo nanou. Con Fanny & Alexander è attualmente impegnata nella realizzazione del progetto “Discorsi” dedicato al discorso pubblico nei vari ambiti della vita umana.

Laura Cusmà Piccione è laureata in storia e critica delle arti, con tesi dedicata ai rapporti trà il cinema di Elio Petri e l’arte contemporanea. Tiene annualmente un cineforum per gli studenti dell’universitá degli Studi di Milano e collabora periodicamente con la facoltà di Scienze dei Beni culturali, dove tiene lezioni di approfondimento su cinema e arte contemporanea.
Attualmente lavora come giornalista per il settore arte e cultura di diversi giornali di informazione.

Jacopo Torriti (1987, Livorno). Consegue a pieni voti la Laurea triennale in Cinema al Cmt dell’Università di Pisa (anno accademico 2009-2010). Prosegue gli studi nel campo cinematografico iscrivendosi al Corso di Laurea magistrale in Discipline della musica dello spettacolo e del cinema presso l’Università di Udine con sede a Gorizia. Qui termina il suo percorso universitario con una tesi su Elio Petri dal titolo Il “Capoccione” dimenticato-l’ultimo periodo cinematografico di Elio Petri (anno accademico 2012-2013). Collabora a diversi progetti audiovisivi di amici videomakers (tra i quali Luca Bardi e Giacomo Bolzani), talvolta ricoprendo più ruoli (montatore, operatore, addetto allo storyboard ecc…); inoltre, firmandosi “Jack Towers” gestisce assieme all’amico videoartista Giulio Zannol un canale vimeo (vimeo.com/user6385992/videos), dove è possibile fruire dei suoi esperimenti di mashup video. Attualmente ricopre un ruolo consultivo presso l’Associazione Circolo del Cinema Kinoglaz di Livorno.

Riccardo Venturi è storico e critico dell’arte. Postdoctoral Fellow in Residence presso The Phillips Collection Center for the Study of Modern Art e George Washington University, Washington DC, dal 2012 è “pensionnaire” in Storia dell’arte contemporanea, XX e XXI secolo presso l’INHA (Institut national d’histoire de l’art) di Parigi, dove co-dirige tra l’altro il seminario “Ecrans exposés. Cinéma Art Contemporain Médias” e “Archéologie des médias et histoire de l’art”. Collabora con diverse riviste italiane e internazionali tra cui “Alias” (supplemento culturale de “Il Manifesto”) e “Artforum”. “Screen Tests” è il nome del suo blog su http://www.doppiozero.com

Libreria Todo Modo
Via dei Fossi 15 rosso, Firenze
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Cinema Odeon
Piazza Strozzi 2 Firenze
+39 055-214068
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Preistorico In(n)umano on line ora

Finalmente on line La strada degli oleandri, il resoconto della residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject. Ma cosa c’entreranno gli oleandri con  la residenza di Juan Pablo Macías a Guilmi? oleandriBe’, qualche tempo fa il mio babbo mi ha detto che gli oleandri sulla strada del fondovalle Sinello, dalla turbogas al mare, li fece piantare Remo Gaspari quando diede lavoro a tutto l’Alto Vastese nelle fabbriche sulla costa, affrancandolo dall’attività poco redditizia dell’agricoltura. Così che il percorso giornaliero verso il mare sarebbe risultato piacevole.